Skip to main content

Il dialogo per costruire la pace, A Sant'Egidio di Taranto

Condividi su

Vari mesi fa, il segretario del gruppo cittadino di Pax Christi, sig. Pio Castagna mi aveva telefonato: "So che sei molto occupato e che è difficile averti, così mi faccio vivo molto prima per prenotarti in vista di un incontro sul tema della pace, a gennaio qui a Taranto". Esagerato! Non sono mica così gettonato da non trovare tempo per appuntamenti così interessanti e importanti!

Così abbiamo subito fissato il giorno e il tema, appuntando sull'agenda: lunedì 25 gennaio, alle 18 e 30, nel salone parrocchiale "Sant'Egidio", nel quartiere Tramontone di Taranto; tema della conferenza: "Dialogo tra credenti e l'urgenza della pace". Poi, prendendo l'occasione al balzo, il Castagna mi ha prenotato, la stessa sera, anche per una lectio divina nella chiesa parrocchiale. E va bene: "Due fave per un piccione!", ho pensato tra me.

Il bel clima meridionale

È stata una bella giornata. Prima di tutto, il clima del Meridione è molto più gradevole del clima Padano. Nel viaggio da Bari Palese e Taranto, pilotato da p. Carlo Primosig, ho ammirato i primi mandorli in fiore, i prati con l'erba gentilmente verde, non cotta dal gelo, gli agrumeti ancora pieni di arance e mandarini, le splendide vigne già potate e sistemate per i germogli di primavera... Insomma, si respira un'altra aria. Anche le persone sono più radiose e accoglienti, grazie al buon Dio e al... buon clima.

La conferenza è iniziata puntualmente, con un bel numero di partecipanti: uomini e donne, giovani e adulti. Molti sono venuti a salutarmi: "Ma noi la conosciamo: vediamo la sua faccia in prima pagina di "Missionari Saveriani"; leggiamo sempre i suoi articoli...!". Un'emozione da diventare rosso, se non fossi già imbiancato dall'età.

Non ho potuto svolgere tutti gli aspetti che avevo preparato, perché il tempo è passato in fretta, con un'assemblea così attenta e partecipativa: lo vedevo dagli occhi, che mi incoraggiavano a proseguire.

Un uomo, due donne, due figli

Ho iniziato con una storia vera: di un uomo, due donne e due bambini, e Dio. Due bambini, felici e innocenti, giocano nel cortile di casa, tra le tende dell'accampamento. Una mamma esce fuori, prende per il braccio il suo bambino, lo sgrida, gli dà due ceffoni e lo tira via: "Non devi mai più giocare con quel bambino! È diverso, non lo capisci?".

L'altro bambino resta mortificato e corre dalla sua mamma, non capendo cosa abbiano fatto di male. Alle grida e al pianto dei due bambini, il papà accorre. Ambedue sono suoi figli: uno è "figlio della promessa" e l'altro è "figlio della schiava". Cosa sarà successo? Sara si scontra con Abramo e gli impone l'aut aut: "Devi cacciarla via, la schiava e il suo bambino!".

È la storia vera di Abramo, la moglie Sara e la schiava Agar, e i loro due bambini Isacco e Ismaele. È una storia antica, che noi cristiani conosciamo bene, perché è raccontata nel libro della Genesi (21, 8-20; 22, 14-18). Abramo aveva lasciato la sua patria e viveva in terra straniera, ospite e fratello tra popoli di cultura diversa. Dai suoi due figli discenderanno il popolo ebraico e il popolo ismaelita, in linea di sangue; e anche noi cristiani discendiamo da Abramo, padre nella fede.

Un Dio che benedice tutti...

L'unico vero Dio, che Abramo adora, dona la stessa benedizione alle due madri, Sara e Agar, e ai due figli Isacco e Ismaele: la stessa benedizione per tutti i loro discendenti nel corso dei secoli. C'è da domandarsi: "Qual è dunque, la mente e il cuore dell'unico Dio per tutti gli uomini e le donne del mondo?". Dobbiamo tutti imparare da Dio, per somigliare a Lui e avere la sua benedizione. La pace ha bisogno del dialogo; il dialogo ha bisogno della pace.

Sempre, quando sono invitato a parlare di dialogo tra le religioni e di pace tra i popoli, cerco di esprimermi non come teorico, che ha letto i libri e studiato l'argomento; ma come missionario che, per grazia di Dio, ha cercato di vivere il dialogo e di costruirlo, con pazienza e carità. Il missionario lascia la propria patria e cultura e vive come "migrante e ospite" in mezzo ad altri popoli e culture, per testimoniare che l'unico Dio è Creatore e Padre di tutti, che Gesù ci ha amato fino a morire, che lo Spirito suscita in tutti l'anelito alla santità.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2135.24 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2012
Il presepio allestito nella cappella dei missionari saveriani di Taranto in Lama, ideato e preparato dal rettore p. Piero Pierobon, è una catechesi s…
Edizione di Febbraio 2021
Leggendo questo Testamento, la mia attenzione si è soffermata soprattutto sul pensiero finale, che è espresso come un voto e che riguarda la caratter…
Edizione di Marzo 2011
I rappresentanti dei gruppi missionari parrocchiali si ritrovano il 2° venerdì di ogni mese a livello vicariale. Gli incontri del nostro vicariato di…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito