Il Cem ha spento 70 candeline / 2
In occasione del 70° anniversario della fondazione del Cem (Centro educazione alla mondialità), i missionari saveriani di Brescia hanno voluto organizzare un convegno, sabato 17 marzo, nella casa madre a Parma, dove il movimento era nato nel 1942. Infatti, quell'anno erano stati pubblicati i primi "bollettini" del Cem, intitolati Didattica missionaria, diretti ai maestri delle scuole elementari.
Il Cem era rappresentato al convegno dall'attuale direttore, prof. Brunetto Salvarani, e da alcuni storici e preziosi collaboratori, tra cui Gianni Calligaris, Roberto Morselli, Aluisi Tosolini, Patrizia Canova, Nadia Savoldelli, Candelaria Romero e Luciano Bosi.
Missione e intercultura
Il convegno aveva per titolo e argomento, "Non solo a scuola. I nuovi spazi dell'intercultura". A svolgere il programma sono stati chiamati nomi illustri da varie università e specialisti della cultura, della pedagogia e di relazioni interculturali.
Dopo il saluto iniziale del direttore, ha preso la parola padre Luigi Menegazzo, vicario generale dei saveriani, che ha dato il benvenuto agli ospiti e si è concentrato sul tema: Missione e intercultura. Tutti gli altri interventi si sono concentrati sulle tematiche legate al programma della giornata, a progetti ed esperienze varie. Era presente e ha dato il suo contributo anche p. Mario Menin, rettore del Centro saveriano d'animazione missionaria (Csam) di Brescia, che include il movimento Cem e la sua rivista.
Un cammino fortunato
Anch'io ho partecipato al convegno, dove ho potuto ricordare gli inizi del movimento nel 1942, quando tutto è partito, dopo un periodo di preparazione e sperimentazioni. Quello che può sorprendere maggiormente, è il fatto che sono stati tre giovani studenti di teologia a iniziare un movimento che ha avuto un così fortunato cammino. Dei primi tempi rimangono indelebili le belle antologie missionarie che raggiunsero ciascuna la quarta edizione: Andiamo insieme di p. Sandro Danieli e Sulla spiaggia dei mondi di Bruno Rossi. Più fortunato ancora fu il libro di Marmilia Gatti, Molokai, la vita di p. Damiano de Veuster, apostolo dei lebbrosi: sei edizioni, ventimila copie.
Non si potevano dimenticare, inoltre, p. Domenico Milani e p. Savino Mombelli che, grazie alla loro genialità e a un efficace spirito organizzativo, hanno allargato gli orizzonti del Cem, dando il via a ulteriori evoluzioni, fino all'attuale programma del movimento: seminare nel mondo, pur senza essere confessionali, l'ideale cristiano della fratellanza universale, con l'impegno per la mondialità e per l'intercultura.
Tre spettacoli in uno!
La sera del sabato abbiamo assistito a una proiezione graziosa e geniale di Patrizia Canova su padre Milani, l'indimenticabile animatore del Cem negli anni della svolta e degli ultimi coraggiosi progetti. È seguito uno spettacolo singolare in cui è stata rappresentata la storia del Cem.
Gli spettatori sono stati coinvolti in una specie di itinerario a tappe per i corridoi, per le scale, attraverso i chiostri della casa, e anche in semplici giochi di disegni e di costruzioni cartacee. Le registe erano Nadia Savoldelli e Candelaria Romero.
La serata si è conclusa nel seminterrato del refettorio con Suoni armonici circolari e a percussione di Luciano Bosi e Patrizio Ligabue.
Al Cem e ai suoi valorosi collaboratori, l'augurio di continuare per altri settant'anni e oltre!








