Il carisma del Conforti in famiglia
(di: Marianna e Francesco)
Mons. Conforti diceva: “Fare del mondo una sola famiglia”. Più volte queste parole del Conforti sono risuonate nei nostri cuori. E ci siamo chiesti: cosa dicono alle nostre vite personali e di coppia? Il nostro cammino con i saveriani è iniziato come percorso individuale, per caso, in un momento delle nostre vite un po’ critico e di forte ricerca.
Fin da subito entrambi siamo strati accolti da uno spirito di famiglia, che ci ha avvolti e ci ha invogliati a tornare ancora, e ancora più volte, fino a farci sentire parte attiva di questa realtà e spiritualità. Dopo qualche anno, anche noi due ci siamo ritrovati cresciuti e più maturi, pronti e desiderosi di progettare insieme una nostra di famiglia. E ancora più forti le parole del Conforti risuonano dentro di noi.
Impariamo a fidarci
Quest’anno, ufficialmente, ha avuto inizio il nostro percorso formativo con i laici saveriani, con cui tante volte ci siamo trovati a confrontarci, raccontarci e condividere tanti bei momenti. In questa scelta ci accompagna:
-Il “sì” quotidiano al carisma e a una vocazione missionaria, ciascuno con i propri tempi e le proprie modalità; l’idea che non siamo soli, che far famiglia significa condividere il cammino con gli altri, imparando a fidarci e a donarci.
-Avere uno sguardo attento e aperto al mondo, per cui a volte non basta divorare chilometri, ma è necessario avere mente e cuore aperti all’accoglienza; non rinunciamo comunque all’idea di vivere insieme un’esperienza missionaria, per immergerci in una cultura diversa e in mezzo a un altro popolo.
-Il desiderio di non chiudere le porte del nostro cuore né della nostra casa… che non abbiamo ancora fisicamente, ma che già da ora si dischiude, nel momento in cui non siamo solo l’uno per l’altra, ma anche per gli altri.
Un altro mattoncino…
Per noi questa scelta è un altro mattoncino che va ad aggiungersi al nostro cammino a due, che affidiamo al Signore, e che giorno per giorno ridefiniamo e in cui continuiamo a sceglierci. In questo camminare ci accompagna una frase di Marie Rose Moro, per noi molto missionaria, che descrive il nostro sentire e il nostro procedere in questi ultimi mesi: «L’idea di un viaggio, di una mobilitazione dentro e fuori di sé, di una preparazione a un nomadismo di pensiero e di azione, necessario per bagnarsi in altro e nell’altro, contaminando e contaminandosi». Ce lo auguriamo.





