I telegiornali del nostro Papa
Anche il papa ha il suo telegiornale. Non è un servizio regolare quotidiano, a ore fisse, secondo un palinsesto prestabilito. È un telegiornale occasionale, ma molto seguito e con un'audience eccezionale da record.
Generalmente approfitta dell'udienza generale del mercoledì, o più spesso sfrutta l'appuntamento domenicale dell'Angelus, dopo il messaggio principale e prima del saluto ai vari gruppi di pellegrini. L'udienza è assicurata, la presenza dei grandi media pure. E il papa ne approfitta per lanciare qualche notizia importante per l'umanità e per la chiesa. Notizie che stanno a cuore al papa, molto spesso trascurate dalle grandi reti di informazione nazionali e internazionali. Fanno notizia dopo che lui ne parla.
Le notizie del papa: alcuni esempi. Il papa fa notizia quando riceve i rappresentanti di zingari e rom (11 giugno) e dice loro: "Cari amici, vi invito a scrivere una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l'Europa...". Fa notizia quando ringrazia i donatori di sangue che "in modo silenzioso aiutano i fratelli in difficoltà" e invita i giovani a seguire il loro esempio (12 giugno).
Fa notizia quando manda gli "auguri di pace e prosperità" alle autorità e ai cittadini del nuovo Stato del Sud Sudan, a maggioranza cristiana, dopo una lunga guerra con gravi e continue violazioni dei diritti umani (8 luglio).
Fa notizia soprattutto il preoccupato appello per la Somalia e tutta la regione del Corno d'Africa, "colpita da gravissima siccità e una tremenda carestia, che sta causando una catastrofe umanitaria". E chiede una mobilitazione internazionale per inviare in fretta soccorsi adeguati (17 luglio).
Spero faccia notizia anche quanto mette i puntini sulle "i" verso le grandi istituzioni internazionali in riferimento alle gravi situazioni di gran parte dell'umanità: "Povertà e fame sono spesso il risultato di atteggiamenti egoistici... Non possiamo tacere il fatto che anche il cibo è diventato oggetto di speculazioni o è legato agli andamenti di un mercato finanziario che, privo di regole certe e povero di principi morali, appare ancorato al solo obiettivo del profitto" (1 luglio alla Fao).
I nostri telegiornali invece, ogni giorno e a orario fisso, continuano a riproporci puntate su eccidi irrisolti, vecchie telenovele che sembrano interminabili. Viene da pensare che la regia o le regie - perché sono rare le eccezioni! - vogliano proporre e imporre questi comportamenti come cose da imitare, in modo da continuare la ...carneficina. Stiamo ormai arrivando alla "metastasi del male".
Eppure, non riusciamo a rassegnarci a questo andazzo, visto che "la speranza è l'ultima a morire". Possiamo far sentire la nostra opinione e la nostra esigenza per notizie aggiornate e importanti, sia a livello locale che a livello internazionale.
Possiamo tornare a chiedere ai nostri direttori ed editori televisivi di farci vedere e sentire regolarmente le notizie reali del mondo: le notizie "brutte" e - possibilmente - le notizie "buone" dal mondo. Ce ne sono tante: basta voler scegliere.








