I tanti martiri della missione
Vogliamo farvi scoprire ciò che ha spinto uomini e donne del nostro tempo a essere martiri, ovvero testimoni. Il pensiero va ai primi martiri cristiani come san Massimiliano di Tebessa (295 d.C.), protettore degli “obiettori”. Condotto nel Foro dinanzi al proconsole Dione, fu da questi interrogato circa le ragioni del suo rifiuto a prendere le armi e con fermezza rispose: “Non mi è lecito fare il soldato, giacché sono cristiano”.
Fari di luce per tutti!
Ma non possiamo dimenticare tutti quei martiri dei nostri giorni, come Annalena Tonelli, Carlo Urbani e le tre saveriane che, nell’unicità della loro vita, hanno testimoniato l’amore per Cristo fino alla morte.
Annalena ha testimoniato con semplicità ciò che aveva scelto: essere per gli altri, i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati… Voleva seguire solo Gesù.
Una grande figura è stato anche Carlo Urbani, che ha dedicato la sua vita a proteggere e a salvare la vita degli altri, ucciso dalla SARS, che aveva contribuito a “scoprire”. Una sua amica lo ricordava con queste parole:
“Eri un uomo che curava con l’animo e con la passione d’amore… Ora ti vedo nel cuore di Dio e sei un faro di luce per noi tutti”.
Luigi Pintor, un cosiddetto “ateo”, aveva scritto che in un’intera vita non c’è cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi.
“È nell’inginocchiarmi perché stringendomi il collo, loro possano rialzarsi e riprendere il cammino o addirittura camminare dove mai avevano camminato, che io trovo pace, carica, certezza che tutto è grazia”.
Il vangelo nella vita
Un altro testimone importante è stato il saveriano p. Ottorino Maule che, testimoniando il vangelo, aveva denunciato alcuni soldati tutsi che avevano assassinato una decina di giovani hutu innocenti. A causa di questa denuncia, il 30 settembre 1995 egli è stato ucciso da tre soldati, insieme a p. Aldo Marchiol e Catina Gubert.
Padre Ottorino confidava a un amico: "Una sana igiene mentale consiglierebbe ogni tanto di staccare la spina, di uscire dal Paese e, per un po' di tempo, di pensare ad altro; ma la gente non può permetterselo; perché dovremmo permettercelo noi?".
Tutte queste figure hanno incarnato le parole del vangelo nella loro vita quotidiana, hanno concretamente vissuto da discepoli e, come dice papa Francesco:
“Il discepolo sa offrire la vita intera e giocarla fino al martirio come testimonianza di Gesù...” (Evangelii Gaudium n. 24).







