Gli angeli del Quarto Mondo
Maria Rita, dopo la laurea in medicina, ha deciso di trascorrere tre mesi in Ecuador. Ci scrive dopo pochi giorni dal suo arrivo.
Sono arrivata da poco ad Esmeraldas. Sono certa che il paradiso esiste, fosse solo per l’inferno che si consuma in certi luoghi. Qui c’è una strada che divide il “medio” dal “basso”. Una strada e null’altro. È la strada di casa nostra: basta uscire e ti dicono che dall’altra parte non devi andare. Una strada che divide due mondi, e subito scopri che in questo terzo mondo ne esiste un quarto.
Un mondo fatto di povertà estrema, di uomini che sono solo ragazzi cresciuti troppo in fretta.
Ogni sera girano armati e inebriati dall’alcool. Si sfidano finché una vita finisce e sopraggiunge un nuovo giorno. Un mondo di donne che subiscono la violenza dei mariti; di altre donne che si svendono per una manciata di cibo per i figli. Un mondo di bimbi il cui destino è segnato da quelle strade.
In questo quarto mondo, però, vivono anche gli “angeli”. Sono le missionarie che mi hanno proposto di stare nel piccolo dispensario da loro organizzato per questi “figli di nessuno”, trattati come cani randagi nell’ospedale pubblico.
Oggi è stato il mio primo giorno in dispensario. Avrei voluto registrare ogni attimo delle visite dei bimbi, così piccoli e fragili.
Quale grande mistero è una nuova vita!








