Giuseppe
Era tutto felice, Giuseppe. Maria aveva appena risposto sì alla richiesta di diventare sua sposa. Si era messo a danzare sulle colline intorno al suo paese. Chi lo incontrava, gli chiedeva se era felice. Non rispondeva, ma lo si vedeva dai suoi occhi. Voleva offrire a tutti un bicchiere del vino di Cana, ma non aveva abbastanza denaro e così si accontentava di augurare a tutti tanta felicità. Poi, finalmente, era ritornato nel suo laboratorio e si era messo a fabbricare un tavolino per Maria. Quando, d’improvviso, si sente stanco. Un sonno dolce lo coglie e comincia a sognare. Gli sembrava di essere in qualche posto là sulle montagne del Carmelo, in un luogo che non aveva mai visitato e qualcuno lo chiamava: “Giuseppe, vieni, siediti e ascolta”. Voleva aprire gli occhi, ma non poteva. Quasi brancolando nel buio, si dirige verso un cedro del Libano, si siede ai suoi piedi e qualcuno gli tocca gli occhi. Era un angelo del Signore. “Vengo a chiederti un favore, come l’ho chiesto a Maria, tua promessa sposa. Lei sta aspettando un bambino che tu chiamerai Gesù. Non avere paura. Dovrai custodirlo. È il progetto che Dio ti chiede di realizzare insieme a lei per il bene dell’umanità”. “...Io sono un uomo semplice e dovrò mandarla via”, risponde quasi piangendo Giuseppe. “Non avere paura. Non sarai solo. Dio ti dice che tutti gli angeli del cielo ti daranno una mano, anche nei pericoli, perché c’è gente che non vuole la nascita di Gesù. Abbi fiducia e sarai felice”. Non sapeva cosa dire, cosa pensare, ma Giuseppe amava veramente Maria. Si sveglia e si precipita da lei. L’abbraccia con forza e le dice: “Ho saputo tutto; non avere paura. Preparati per le nozze e camminiamo insieme, da qui all’eternità!”.








