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p.6 infografica 1Tecnologia “made in Africa”. Negli ultimi due anni, la tecnologia in Africa ha visto una crescita dirompente. Sudafrica, Kenya e Nigeria attirano da soli il 76% degli investimenti, la maggior parte dei quali concentrati nella telefonia mobile e in servizi finanziari. Cresce anche il numero di consumatori e internet sta penetrando rapidamente in tutto il continente, grazie agli smartphones. Non mancano, però, i timori legati alle marcate disuguaglianze economiche e sociali, con oltre metà della popolazione del continente che rimane avulsa dagli effetti del progresso tecnologico e digitale, in particolare le donne. Giacomo Grison

  • Il rischio di smarrirsi. Un tempo, arrivando in Africa, avevo la sensazione di approdare su un altro pianeta. Oggi, ritrovo scene e immagini familiari: smartphone, pubblicità, catene multinazionali. La globalizzazione ha spinto le popolazioni a uniformare comportamenti e stili di vita. Ma la rivoluzione digitale ha favorito anche l’importazione e la diffusione di modelli culturali che stanno scuotendo le società tradizionali africane. L’albero della parola, tradizionale luogo in cui la comunità si ritrova per discutere, è stato soppiantato da chat e social network. Le nuove generazioni guardano all’immagine che il nostro mondo ostenta come a un faro. L’Africa è sopravvissuta allo schiavismo, al colonialismo, al feroce saccheggio delle sue risorse. Riuscirà ora a non piegarsi al conformismo e all’omologazione? Marco Trovato (direttore di Africa).
  • Elezioni… e risultati. In Congo RD, l’opposizione si è presentata divisa alle elezioni presidenziali del 23 dicembre: la coalizione Lamuka con Martin Fayulu e la coalizione “Verso il cambiamento” con Felix Tshisekedi. Questo potrebbe favorire il presidente uscente Kabila. Ma molti dubitano che i risultati elettorali possano essere accettati da tutti, visti le contestazioni alla macchina elettorale.
    Anche in Bangladesh, dicembre è mese di elezioni. L’obiettivo è che i partiti lavorino insieme, indipendentemente dalle differenze religiose, per il bene comune del paese. Secondo la Banca Mondiale, il 25% della popolazione bengalese vive sotto la soglia di povertà e la metà di quella porzione è in condizioni di povertà estrema.
  • Centrafrica: la strage di Alindao. Il 15 novembre, i ribelli ex Seleka dell’UPC (Unité pour la Paix en Centrafrique), hanno ucciso più di 40 persone, tra cui il Vicario Generale della diocesi, mons. Mada, e don Ngoumbango, parroco di Mingala. “Occorre andare a fondo a quello che sta accadendo in Centrafrica - ha detto mons. Aguirre Muños, vescovo di Bangassou, diocesi vicina a quella di Alindao - Gruppi come l’UPC sono formati da mercenari stranieri che da 5 anni occupano il territorio. Sono pagati da alcuni Paesi del Golfo e guidati da alcuni Stati africani limitrofi. Entrano dal Ciad, con armi vendute all’Arabia Saudita dagli Stati Uniti. Vogliono dividere il Centrafrica alimentando l’odio tra musulmani e non musulmani e ne approfittano per saccheggiare le ricchezze (oro, diamanti, bestiame). Soprattutto, alcuni Paesi non africani vogliono usare il Centrafrica come porta per entrare in Congo RD. È questo il gioco che sta dietro alla strage di Alindao”.
  • Emirati Arabi: la visita del Papa. "La visita di papa Francesco nella Penisola arabica, dal 3 al 5 febbraio, è un momento-chiave per il dialogo tra musulmani e cristiani", dice mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell'Arabia meridionale. Il Principe ereditario di Abu Dhabi ha invitato il Papa, definito simbolo di pace, tolleranza e promozione della fratellanza, a partecipare all'incontro interreligioso su "Fraternità Umana". Quella di Papa Francesco è la prima visita in assoluto da parte di un Pontefice nella penisola arabica. La visita cade anche nell’anno in cui si celebra l'800° anniversario dell'incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano Malik Al-Kamil, avvenuto in Egitto nel 1219.
  • p.6 Mons. Stefano RussoNotizie dal Vaticano. Papa Francesco ha nominato mons. Stefano Russo (vescovo di Fabriano-Matelica) Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Sostituisce mons. Nunzio Galantino.

    L’iniziativa: Verso l’ottobre 2019

    p.6 guida mese missionario straordinarioPer far conoscere il mese missionario straordinario dell’ottobre 2019, è stato lanciato il sito web www.october2019.va, per contribuire, attraverso contenuti multimediali, a ispirare il tempo di preghiera e la riflessione sulla missione di tutti i cristiani. Nel sito, sono presenti diverse sezioni: i testi del Magistero e delle Pontificie Opere Missionarie sull’argomento; “Testimoni”; “Formazione”; “Voci dal Mondo”. Sul sito è consultabile, inoltre, la speciale guida dal tema “Battezzati e inviati: la chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Lo scopo è fornire alle singole diocesi il materiale necessario per la formazione e l’animazione missionaria. Il logo presenta una croce missionaria, i cui colori richiamano i cinque continenti. Le parole “Battezzati e Inviati” indicano i due elementi caratteristici di ogni cristiano: il battesimo e l’annuncio.

La voce dei missionari: Fesmi e Cimi: no al Decreto Sicurezza

Gli Istituti missionari italiani e le riviste missionarie aderenti alla Fesmi condividono e sostengono l'appello di p. Alex Zanotelli, contro il Decreto Sicurezza. Ricordiamo che, come missionari, siamo impegnati nei paesi di provenienza dei migranti per garantire alla gente di quei paesi il diritto di restare nella loro terra; siamo impegnati in Italia con la chiesa e le sue organizzazioni (Caritas, San Vincenzo, Uffici Migrantes…) in una miriade di iniziative a favore dei migranti con l'impegno di personale con grande esperienza di servizio ai popoli più diversi; tramite le nostre riviste offriamo una informazione puntuale, corretta, approfondita e documentata sul fenomeno migratorio, senza fare di questo uno strumento di propaganda.
Invitiamo tutti a firmare l'appello pubblicato da p. Alex su Change.org. Ne riportiamo una parte.
“Il Decreto Sicurezza è in netta contraddizione con i principi della nostra Costituzione. È una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il daspo e gli sgomberi. È forse l’inizio di un sistema poliziesco guidato dall’uomo forte? Ma la gravità sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Il decreto crea due classi di cittadini, rendendo lo straniero una minaccia, un nemico; crea l’apartheid giuridico e reale... Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità”.

 Una storia speciale: Il Vangelo sulle onde di Radio Sahel

In Burkina Faso l'annuncio del vangelo viaggia in modulazione di frequenza. In un paese in cui la cultura orale è ancora molto forte e, allo stesso tempo, la maggior parte della gente è analfabeta, la radio è lo strumento migliore per comunicare con la popolazione, soprattutto quella che vive nelle aree rurali. Per questo motivo, la diocesi di Ouahigouya, nel nord del Burkina Faso, ha deciso di rilanciare la radio "Notre Dame du Sahel", potenziandola e aumentandone il raggio d’azione. L'emittente è stata fondata il 1° novembre 1997. Allora, la diocesi aveva deciso di creare uno strumento di comunicazione per annunciare il vangelo e aiutare i fedeli a crescere sul piano spirituale e morale. La radio è anche uno strumento per tessere rapporti tra persone di etnia e di fede diversa. È un ruolo importante in una regione, quella saheliana, che, negli ultimi anni, è stata scossa dal terrorismo jihadista che ha incrinato le buone relazioni tra le diverse comunità. La radio lavora anche per il risveglio della coscienza dei cittadini, la cultura della democrazia, la promozione e il rispetto dei diritti umani, in particolare per le donne e i bambini, spesso vittime di numerosi abusi.
Oggi alla radio lavorano 15 persone: musulmani, cristiani e animisti. In futuro, si pensa di utilizzare altri canali di comunicazione come audiovisivi, stampa, internet, social network, per raggiungere il maggior numero di persone e puntare a una comunicazione integrata.



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