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Giochi dell'altro mondo, Successo per la mostra

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Finalmente la mostra del giocattolo, “Giochi dell'altro mondo”, è arrivata anche a Salerno. È rimasta in esposizione per un mese presso i missionari saveriani. L'iniziativa ha riscosso un grande successo di pubblico, oltre le aspettative. E ha “restituito” i saveriani alla città. Si è rafforzato quel contatto che, già nel passato, è stato fonte di collaborazione attiva con il territorio.

Grande merito va al giovane artista salernitano Amato Consalvo, che ha ideato la mostra e ha realizzato il percorso nelle varie tappe. Un grazie anche alle guide, che hanno spiegato le varie tematiche con un linguaggio adatto ai visitatori, secondo l'età.

Hanno capito divertendosi

La mostra voleva stimolare la creatività di ragazzi e adulti, voleva parlare di pedagogia, del gioco alternativo e povero, di mondialità, di sviluppo, di tolleranza, di convivenza. Il tutto era arricchito da proposte educative per le diverse età, con lo scopo di rendere tutti più sensibili sui temi del gioco e del riciclo dei materiali. Gli obiettivi, possiamo dirlo, sono stati centrati in pieno.

L'evento è stato anzitutto un richiamo per le scuole, che hanno aderito con entusiasmo. Dopo aver fatto il percorso proposto nella mostra, gli studenti erano molto soddisfatti. Il percorso era suddiviso in cinque tappe nelle quali i ragazzi hanno “viaggiato intorno al mondo”, senza mai annoiarsi. Anzi, hanno imparato divertendosi e hanno compreso in maniera sorprendente i messaggi lanciati. Lo hanno dimostrato nei lavori di laboratorio. Qui i ragazzi, con grande entusiasmo, hanno dato libero sfogo alla loro creatività, costruendo giocattoli con il materiale di riciclo messo a loro disposizione.

Un progetto coinvolgente

Anch'io ero tra gli animatori di questa manifestazione. Mi sono divertito nel cercare ogni volta un modo diverso di presentare il percorso e sono riuscito, con mio stupore, a entrare quasi sempre in sintonia con i ragazzi. Insieme a loro, anch'io ho viaggiato tra le bellezze di altre culture, ben rappresentate dai giocattoli esposti. Per noi animatori, è stata una bella soddisfazione ricevere l'approvazione dei ragazzi, non solo nei nostri confronti, ma soprattutto perché hanno potuto partecipare a questa iniziativa. La mostra è piaciuta così tanto che molti di loro sono tornati un'altra volta con i propri genitori.

Oltre alla soddisfazione, partecipando a questo progetto ci siamo arricchiti dal punto di vista culturale ed emotivo. Ci è stata offerta la possibilità di conoscere meglio e apprezzare le meraviglie di altri popoli, che sono a noi sempre più vicini. Abbiamo potuto riflettere sui contrasti tra il mondo occidentale del benessere e dello spreco e il “ terzo mondo”, afflitto da povertà e denutrizione. Abbiamo cercato di diventare persone più responsabili e solidali.

Abbiamo lavorato insieme

Devo ringraziare i missionari saveriani perché, con le loro testimonianze di vita, ci hanno fatto capire che le diversità sono importanti e che il confronto interculturale è un bene prezioso. Insomma, ci hanno illuminato con il loro carisma: “fare del mondo una sola famiglia”. Abbiamo avuto la grande opportunità di interagire non solo con i bambini, ma anche con altri giovani che sono stati parte integrante del progetto. L'esperienza di vivere fianco a fianco, di entrare in sintonia con i missionari, di sentirsi affiatati e uniti per raggiungere l'unico obiettivo, è stata per noi un motivo di crescita.

Accanto a tutto ciò, non posso dimenticare le serate culturali che hanno accompagnato la mostra. Sono state occasioni di incontro con tanta gente, e anche un chiaro esempio di come le culture possono dialogare, quando c'è pazienza e ascolto reciproco.

Non mi resta che salutarvi, in occasione dei cinquecento anni della nascita di san Francesco Saverio, dicendo “Jambo”: ciao a tutti!



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