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Mi piace condividere l'intervista che ho fatto a mia mamma Franca, a poche settimane dal prossimo 4 ottobre, data in cui compirà 102 anni, e prima, come lei stessa mi ripete, "di partire per l'eternità beata di Dio".

Ti sento lamentarti, non sei contenta?
Sento tanti acciacchi, tanta stanchezza, non ce la faccio più. Nella mia preghiera chiedo continuamente a Dio: "Ma che aspetti, Gesù, per venire a chiamarmi? Vieni, Signore Gesù, eccomi sono pronta! Ti chiedo perdono per tutto il male che ho potuto fare in questi lunghi anni della mia vita su questa terra. Chiedo anche perdono a mio figlio che, per tanti anni, lasciando la sua Africa, mi è stato accanto, non facendomi mancare nulla…”.  Nei lunghi pomeriggi che passo in solitudine mi domando se ho fatto qualcosa di male, perché quasi nessuno viene a trovarmi per fare due chiacchiere. Quando ero giovane, prima di andare a recitare il Santo Rosario alla Madonna del Colle di Lenola, andavo a far visita alle persone anziane e bisognose di questa nostra città. Facevo tutto questo per amore e carità. Come sono cambiati i tempi!

Forse è cambiata la gente, sono cambiati i cristiani...
Eh sì, tutto è cambiato e ho l'impressione in peggio… nelle famiglie, nelle nostre comunità. Bisogna andare oltre le incomprensioni o i possibili malintesi. Tutto questo è possibile nel corso della vita, ma, di grazia, non fermiamoci a queste sciocchezze inutili che servono solo a dividere, creare inimicizie e rompere tutti i legami! Sappiamo solo guardare ai nostri inutili egoismi e direi superbie.

Spesso è così, non si fa tesoro del bene ricevuto!
Hai ragione. Io m'aspetto una sola cosa: la vita eterna nel Paradiso di Dio. Lo ripeto, ancora una volta, io perdono tutti. Però, la morte non si compra, si vive! E ai tanti lenolesi che ho aiutato, servito e umilmente ho amato e seguito vorrei poter dire: "Conquistiamoci il paradiso che prima o poi arriva! Conquistiamolo con le nostre opere buone!". La vita si vive una volta sola. Ed è con la vita che bisogna saper essere vicini alle persone.

Quali sono i tuoi ricordi più belli?
I ricordi più belli sono quelli vissuti con tuo padre Giovanni, nonostante dovessimo barcamenarci per poter vivere. La mia fanciullezza, invece, era passata aiutando mamma Carmela nel lavoro dei campi. Ricordo quando andavo a scuola con le mie sorelle. E il maestro che diceva a mia mamma: “Carmela, non far perdere Franca". Ma mia mamma pensava più ai campi e alla casa. La fanciullezza, con quella mia capretta, che ogni giorno ci dava quella tazza di buon latte, la ricordo ben volentieri.

E di papà?
Ricordo che in casa non furono tutti entusiasti. Giovannino proveniva da una famiglia molto numerosa, che vendeva pesce e olio. Non aveva ancora un lavoro e iniziare una famiglia in queste condizioni poneva molti problemi. Ma, nonostante tutto, ci sposammo e andai ad abitare a Lenola in una casetta in via Gabriel Mattei, con due camere, senza acqua e senza servizi igienici. Ed è proprio da questa casetta che sei partito tu per diventare missionario.

(continua...)



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