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“Fidei donum” del Friuli /1: "È importante vedere di persona"

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Don Elia è di Pasian di Prato e vive in Africa dal 1975

Quando ero in seminario, due miei compagni si trovavano in Burundi e durante un breve rientro in Italia, nel 1974, mi avevano lanciato la proposta di andare a trovarli. Ho accettato l’invito e sono stato da loro per 40 giorni. Ho visto la situazione di povertà della gente e anche dei preti.

Tornato in Italia, sono andato dal vescovo mons. Alfredo Battisti e gli ho manifestato il mio desiderio. Lui abbracciandomi mi ha detto: “È lo Spirito Santo che ti ha messo nel cuore questo desiderio”. Mi sono preparato un po’ e sono partito per il Burundi nel 1975, dove sono rimasto quattro anni fino all’espulsione dei missionari da parte del presidente Bagaza. Dopo un anno, nel 1980, si sono aperte le porte del Congo.

A fianco dei saveriani

Le difficoltà non sono mancate: la guerra, e prima ancora la lingua. Il kirundi è una lingua molto dura. Dopo tre mesi ero in grado di leggere qualcosa e quindi, di poter celebrare la Messa. Poi, quando sono passato in Congo, con lo swuaili, le cose sono andate un po’ meglio. A Fizi, una grande missione, ho lavorato con quattro preti, tre dei quali erano saveriani. Con i saveriani mi sono sempre trovato bene, ho vissuto con loro per tanti anni. Non finirò mai di ringraziarli.

Con p. Giampaolo Codutti abbiamo vissuto momenti belli e speciali. Ricordo che una volta, tornando dalla visita alle comunità nella foresta, dovevamo attraversare un ponte mal messo. Lui scende dalla macchina per guidarmi, ma quando sono già a metà del ponte, visto il pericolo, Giampaolo si mette le mani tra i capelli, si gira e se ne va. Non so come, ma sono riuscito ad arrivare dall’altra parte del ponte sano e salvo!

Vedere per credere

Per vivere meglio la dimensione missionaria della nostra vocazione cristiana, l’ideale è fare uno “scambio di persone”. È importante vedere come stanno le cose, come si vive in missione. Per il 25.mo di sacerdozio, ho invitato i miei compagni da me, in Congo. Non è venuto nessuno. Allora ho detto loro: visto che non avete accettato, mi date l’equivalente dei biglietti aerei per comprarmi una Landrover. Lo hanno fatto, e sono stati di parola.

L’ideale è andare a vedere: le foto vanno bene, ma non bastano.

Non ho nessuna difficoltà a fare questa proposta a un prete: quest’anno invece degli esercizi spirituali, va' a fare una visita a qualche missionario; ti farà bene!



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