Festa in Famiglia per amici e benefattori
Non è il passaggio dal Mar Rosso alla Terra Promessa, ma il raffronto tra il passato e il presente che non può spegnere la memoria di tante celebrazioni, all'insegna di un'unica fiamma: "Fare del mondo una sola famiglia". Dal bronzo del giardino p. Uccelli fissa un po' sorpreso i luoghi ove muoveva i suoi passi e non si ritrova. Ma dal vicino sacello, dalla suo rinnovata dimora di pietra, il Servo fedele si accorge dai lumi, i brusii, le firme sul mastro, che non cessano per lui le cure, la devozione.
Un "train d'union" lo invita, tra tanti visi noti, a varcare le nuove soglie e non si troverà sconosciuto fra le pareti istoriate dalle nostre vicende, comprese le testimonianze del sangue. Confuso tra gli ospiti, scenderà nel salone, mescolerà con noi le sue preci; ripasserà le nostre storie. C'è il caso che accetti pure di alzare il calice per un brindisi. E poi no, non potrà mai esimersi, giratosi intorno, dal suo gesto benedicente. Di sopra nel chiostro, commosso, è risorto l'ulivo, glorioso, cinto da un tappeto verde e le anfore.
La hall apre i battenti al flusso di gente per i primi contatti. Seguirà l'Eucarestia nel salone in basso per i 400 partecipanti. Il maestro Fracasso, con il Coro Città di Vicenza, in perfetta sintonia, sull'onda della Messa africana in lingala, ci trasmette il pianto di quella terra, trasfigurato all'inizio in un passo di danza, da sorelle africane, che culminerà durante il rito nell'intreccio di mani, di braccia fluttuanti dei cantori e di tutti, come amplesso per ogni terra.
Il Superiore della Casa, p.Silvano Zordanello, nel dare il benvenuto, richiama il fine della nuova sede. L'accoglienza dei nostri missionari anziani, reduci dalle missioni e l'animazione missionaria e vocazionale; la Casa inoltre è aperta ai parenti, e amici per incontri parrocchiali, sociali ed altro. Il Superiore Generale dei Saveriani, p. Rino Benzoni, ha additato Cristo, unica speranza, nel turbine di inquietudine che grava sul mondo. Il missionario è messaggero di Cristo: un innesto nella cultura dei popoli, uno che si immerge nelle varie civiltà, le assume.
Questo nostro mondo deve uscire dall'egoismo che ci soffoca, dal benessere che falsa la vita, che illude e fa velo alla fame e alle lotte fratricide di due terzi dell'umanità; cessiamo dai compromessi che favoriscono il dilagare del male. Nel tracciare una mappa delle nostre prime linee, p. Benzoni assicura che i Saveriani non mollano, anche nelle polveriere del Congo, del Burundi, della Sierra Leone, dell'Indonesia, anche se il costo è alto.
Il profilo dei nostri martiri, che rimbalza netto sullo sfondo della parete, lo attesta e infonde coraggio. Rallegra il dopo-Messa lo scoppio di vivaci canzoni del coro e poi il frammischiarsi di voci, nello scambio di conoscenze, di notizie, tra tavoli invitanti con svariate tentazioni, e così si giunge al finale.








