Essere una cosa sola
La Pasqua è un momento importante dell’Anno liturgico e volevamo trovare un modo per viverla nel modo migliore. Siamo un gruppo di ragazzi delle superiori, universitari e lavoratori dell’oratorio di San Giacomo di Imola e quest'anno abbiamo deciso di vivere il venerdì santo e il sabato in una maniera diversa.
Per questo motivo, siamo andati presso la casa saveriana di San Pietro in Vincoli dove abbiamo fatto un'esperienza bellissima e significativa sotto tanti punti di vista. La parola chiave è stata familiarità: tra di noi e con chi ci ha accolto. Questo è l’aspetto che ha colpito tutti, dal primo all’ultimo. Con noi c’erano anche delle persone nuove e tre ragazze ucraine che si stanno inserendo nel nostro gruppo. Ma in quei giorni è accaduto qualcosa di bello e non scontato: eravamo una cosa sola.
Siamo arrivati il venerdì sera e siamo stati accolti dalle signore della casa che subito hanno dimostrato una grande disponibilità e gentilezza. Poi, abbiamo fatto un incontro con il nostro prete, don Beppe Tagariello, e un adulto dell'oratorio. È stata una testimonianza su come si possa sentire la presenza di Dio anche nei momenti più bui della nostra vita. Il sabato, invece, abbiamo avuto un incontro con p. Pietro Rinaldi, missionario in Congo per 15 anni, e attuale rettore della comunità saveriana di S. Pietro in Vincoli.
Questa testimonianza ha risvegliato molti cuori e, a distanza di giorni, possiamo dire che ancora si parla del desiderio di invitare p. Pietro a Imola e di fare qualcosa in più per la realtà in cui viviamo, dove purtroppo la fede sembra essersi assopita. Dopo un ottimo pranzo, sempre preparato dalle cuoche della casa, abbiamo passato il resto del pomeriggio giocando, chiacchierando e riflettendo sulle belle parole ascoltate. E questi due giorni, nella loro semplicità, sono stati una rinascita per molti di noi. Speriamo porti tanti frutti! Ringraziamo i saveriani per l’opportunità che ci hanno offerto.







