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Dal 19 al 26 di agosto 2018, si è svolto il campo estivo internazionale di educazione alla mondialità, organizzato dalla Caritas diocesana di Cagliari insieme ai saveriani, al Seminario, al Csv Sardegna Solidale. Centrotrenta giovani arrivavano dalla Sardegna, dall’Italia e anche da 15 Paesi diversi del mondo. Il campo è stato un’occasione di incontro, scambio e amicizia tra ragazzi di nazionalità, culture e fedi diverse. Il mattino si faceva esperienza concreta di servizio ai più abbandonati presso le mense Caritas, attraverso visite alle case di riposo, giochi, attività con i ragazzi rom. Nel pomeriggio c’erano incontri di formazione. p. Gianni Zampini, sx

 A Macomer si è svolto il campo giovanissimi della famiglia saveriana. Il tema era “Mille e una voce”. Nella nostra vita ascoltiamo mille voci, ma in mezzo a tutte ci parla anche la Voce (silenziosa) di Dio, da riconoscere in mezzo a tanto vociare. La carica e il coraggio di questi giovani animatori ci spinge a ben sperare che un futuro, anche se diverso da come ce lo aspettiamo, è possibile.

Il campo missionario diocesano di Fano, nelle Marche, aveva per slogan “Solo con l’altro”. Ogni mattina, da Fossombrone, andavamo nelle parrocchie che ci accoglievano. Tutta la mattinata era dedicata alla raccolta di generi alimentari destinati alla Caritas parrocchiale. Il pomeriggio, invece, era dedicato alla formazione, curata da noi saveriani. La sera, i ragazzi del campo animavano il paesino, che ci accoglieva con una festa divertente e coinvolgente. C’erano canti, balli, giochi e una testimonianza missionaria. “Solo con l’altro” può significare tre cose: solo con l’altro è possibile vivere in pienezza la vita; ma per far questo bisogna saper stare bene con sé stessi e stare da soli con l’Altro (con la A maiuscola). Infatti, solo Lui ci accoglie e ci ama per quello che siamo realmente. Pietro Rossini, sx

A Salerno, la famiglia saveriana cammina accanto ai ragazzi, invitandoli a vedere con occhi nuovi la realtà che ci circonda. In occasione del campo di lavoro a Salerno città, insieme a 40 ragazzi tra i 12 ed i 17 anni, abbiamo aderito alla campagna #solidarietàeuropea, chiedendo a gran voce ai governi europei di condividere le responsabilità sull’accoglienza, cambiare il Regolamento di Dublino e aprire vie legali e sicure d’accesso. Il gesto di riprodurre la barchetta di carta è stato anticipato dalla presentazione della situazione italiana: con i porti chiusi, la spiegazione dell’attracco delle navi ONG cariche di migranti, nell’intento di promuovere lo stile evangelico dell’accoglienza che ci fa riscoprire fratelli. Abbiamo detto STOP alla "emorragia di umanità", accogliendo l'appello di don Luigi Ciotti che ci ha invitati a indossare una maglietta rossa, come quella dei tanti bambini che muoiono nel Mediterraneo. L’Europa non affronta il fenomeno migratorio, colpevolizzando chi presta soccorso in mare o chi desidera promuovere un'accoglienza capace di coniugare solidarietà e sicurezza: "torniamo umani".



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