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Ero in classe con un amico catechista quando, parlando di Mosè e del monte Sinai, un ragazzo chiese: "Mosè cosa era salito a fare in montagna? Non è uno sport moderno? Pensa, questa settimana i miei vogliono portarmi in montagna!".

L'amico catechista cercò di rispondere: "Mosè aveva degli appuntamenti con il Signore lassù sul monte. E poi gli israeliti vi andavano per incontrarsi con Dio. Salivano per pregare, per ascoltare la voce del Signore. Salire sul monte simbolizza incontrarsi con Dio, entrare in intimità con Lui. Anche i salmi lo confermano". Il ragazzo ha insistito: "Ma oggi si sale ancora sul monte come gli israeliti cioè, per pregare e incontrarsi con il Signore?". Il catechista rispose: "Sì, anche oggi si sale sui monti. Però in due modi: molti ci vanno per divertirsi, altri per pregare".

Sono salito sui monti...

Nell'ultima settimana del 2009 anch'io sono salito due volte sui monti: sulla Paganella nel Trentino e a Monte Berico di Vicenza. È stata un'esperienza meravigliosa, che mi ha fatto ripensare a quel dialogo durante la classe di catechismo.

Era la fine di dicembre. Con gli studenti della teologia di Parma eravamo a Molveno per quattro giorni di convivenza fraterna. C'era la neve. Nonostante il freddo, uscivamo in piccoli gruppi per camminare nei dintorni... Così un giorno siamo saliti fino alla Paganella a vedere la scena stupenda degli sciatori che erano lassù sulle piste innevate.

Ma pensate! Lassù, a 2.120 metri d'altezza, noi eravamo i soli senza attrezzatura da sci. Tutti gli altri, numerosissimi, si divertivano e gustavano il piacere di sciare. Noi, invece, un po' speciali in tutto, ci divertivamo semplicemente guardando lo spettacolo. C'erano intere famiglie, dal nonno alla nipotina, e tutti sciavano.

"Mon Dieu tu es grand...!"

Noi camminavamo ai bordi delle piste. A volte facevamo qualche scivolone... Il panorama era di una bellezza che non vi dico! Guardando da sopra i monti coperti di bianco, scoprivo di più la grandezza di chi ha fatto tutto: Dio Creatore. Il piacere di vedere quelli che sciavano mi faceva pensare a Colui che è all'origine del nostro esistere. E spontaneamente cantavo una canzone francese che a me piace molto: "Mon Dieu tu es grand, tu es beau, en toute création,...". Il divertimento si era trasformato in contemplazione, in preghiera e ringraziamento: una scoperta della presenza di Dio.

Pochi giorni dopo, ho sperimentato lo stesso sentimento quando p. Matteazzi ci ha portato a conoscere la comunità saveriana di Vicenza. Ci siamo fermati a Monte Berico, nel santuario situato sul colle vicino Vicenza, dedicato alla Vergine Maria. Qui la gente viene proprio per pregare, per contemplare, per incontrarsi con Dio, insieme alla Vergine Maria.

Salire sul monte a pregare

Vedendo questo bel raduno, ho pensato ancora al nostro dialogo di catechismo. Come gli israeliti salivano sul monte Sion per lodare Yahvé, così folle di persone da diverse città d'Italia vengono per lo stesso motivo: incontrarsi con Dio, pregare la Madonna. Hanno lasciato la città, la solita vita d'ogni giorno, e sono salite sul Monte a pregare. Una cosa davvero bella e affascinante! Ho pregato anche per la città di Vicenza, vedendo il suo bel panorama dal piazzale del santuario.

Ecco due esperienze che fanno convergere alla stessa realtà: contemplare la grandezza di Dio nel creato e lodare Dio per le sue meraviglie. Il cammino verso il divertimento si trasforma in cammino di lode.

E voi dove andrete, alla Paganella o a Monte Berico? Qualsiasi luogo sia, possiamo sempre scoprire le meraviglie di Dio. Diceva sant'Agostino: "Il mio cuore non ha pace finché non riposa in te, Signore".



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