Due luglio, un giorno speciale
Il 2 luglio è, per la Famiglia delle Missionarie di Maria-Saveriane, una data speciale. Venne scelta dai nostri fondatori, il saveriano p. Giacomo Spagnolo e la madre Celestina Bottego, come giorno delle nostre professioni, quando cioè, dopo circa quattro anni di formazione, consacriamo ufficialmente la nostra vita alla missione in questa Famiglia. Inizialmente per un tempo breve, come dispone la Chiesa, e poi per sempre.
Perché il 2 luglio? Siamo nate in tempo di guerra. Era il 24 maggio 1944 quando Celestina diede la sua disponibilità a dare inizio all’opera. In quei mesi di bombardamenti anche su Parma, particolarmente il 2 luglio di quell’anno, p. Spagnolo e anche Madre Celestina vissero momenti difficili. Provvidenzialmente, quel giorno era, nel calendario liturgico di allora, la festa della Visitazione.
Tale mistero apparve ai nostri Fondatori come l’immagine perfetta di quello che le Saveriane erano chiamate a essere.
Scriveva padre Giacomo nel 1963: “Pensando alla Madonna, che lascia frettolosa la sua casetta per andare a prestare i servigi della carità alla parente e percorrere come ogni altra donna le strade della sua terra nonostante i pericoli di ogni genere, il mio pensiero non può non correre a voi e alla vostra vocazione, che vuole essere una imitazione delle virtù che Maria dimostra in questo episodio della sua vita. Essa va e porta il suo Gesù, che la muove e la conduce; si presenta come ogni altra donna, ma ha un grande segreto, una grande missione da compiere per l’umanità”.
E così, il carattere mariano della spiritualità della nostra famiglia si precisò nel mistero della Visitazione. Per tanti anni, numerose giovani italiane e, successivamente, di altri Paesi, con la loro professione, hanno reso speciale questo giorno, una festa. Oggi, in Italia e altri Paesi, mancano queste “nuove nascite”, da anni. Però non ovunque. Nella Repubblica Democratica del Congo, giovani congolesi, burundesi, ciadiane e camerunesi dicono ancor oggi il loro sì, disposte a testimoniare Gesù oltre la loro terra. La missione prende inizio ovunque e segue anche la direzione di Paesi che un tempo erano solo luoghi d’invio.
Anche se ora la festa liturgica della Visitazione è stata anticipata al 31 maggio, il 2 luglio resta per noi la festa della nostra Famiglia, degli anniversari e dei nuovi sì. La vita consacrata, e anzitutto la vita cristiana, se talora sembrano affievolirsi nel mondo, conoscono, anche nei nostri Paesi, risvegli inattesi. Camminiamo con fiducia, cercando di continuare a portare, sull’esempio di Maria, la Buona notizia al mondo.







