Disperato bisogno di pace
SUD/NORD NOTIZIE
Più controllo
Armi: il rapporto di Opal. Sono stati presentati da OPAL (Osservatorio permanente sulle armi leggere
e le politiche di sicurezza e difesa - www.opalbrescia.org) i dati Istat ed Eurostat sulle esportazioni di armi dall'Italia per l'anno 2015. A fronte di una lieve diminuzione delle esportazioni generali, persistono le esportazioni di armi per le polizie di regimi repressivi come l’Egitto, nonostante la decisione del Consiglio dell’Unione europea di sospendere le esportazioni “di ogni materiale che possa essere utilizzato per la repressione interna”.
L’Italia è l’unico paese dell’Unione europea ad aver fornito nel biennio 2014-15 sia “pistole e revolver” che “fucili e carabine” alle forze di polizia e di sicurezza del regime di Al Sisi.
• Armi/2: controllare le vendite. Nel 2015, l’Italia (con Brescia che ricopre più di un quarto dell’export nazionale) si conferma il principale esportatore europeo di armi comuni (comprendono quelle per le forze di polizia pubblica e privata). Sono molto consistenti anche le esportazioni di armi e munizioni verso i Paesi al di fuori delle principali alleanze politico-militari di cui l’Italia è membro: Arabia Saudita, Turkmenistan, Emirati Arabi Uniti, Algeria e India. Piergiulio Biatta, presidente di Opal, spiega: “Il Parlamento si impegni in un maggior controllo sulle esportazioni di sistemi militari e armi comuni!”.
Bianca e volta

• Pacchetti umanitari. La Commissione europea ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari da 52 milioni di euro destinato a progetti educativi per i bambini in situazioni di emergenza nel 2016.
I finanziamenti sosterranno più di 2 milioni di bambini in 42 paesi di tutto il mondo, dove i bambini sono esposti a un rischio più elevato di esclusione scolastica. L’aiuto sarà erogato tramite ong, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali. Speriamo bene…
• MSF a Idomeni. Dopo le violenze scoppiate al confine greco-macedone, l’équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) ha assistito centinaia di persone, tra cui circa 40 feriti da proiettili di gomma. Hulsenbek, capo missione di MSF in Grecia, ha dichiarato:
“Le persone hanno bisogno di essere trattate con dignità, non con la violenza o con imprevedibili chiusure delle frontiere e maggiore incertezza; questa assurda crisi umanitaria creata dalle politiche degli stati europei sta diventando ogni giorno sempre più insostenibile”.
Alta instabilità
• Burundi: scetticismo e minacce. La decisione dell’Onu di inviare un contingente internazionale di poliziotti nel Paese è stata accolta con forte scetticismo dall’opposizione e dalla società. Intanto, non passa giorno senza che vengano lanciate accuse tramite radio e televisione sulle presunte ingerenze della chiesa nella politica nazionale. Inoltre, continuano le violenze e anche le morti “misteriose”. Non si vede la via di uscita dalla crisi. Chi può, fugge dal Paese. Sono oltre 250mila i burundesi rifugiati all’estero.
• Sud Sudan senza pace. Non si vedono, per ora, spiragli che facciano pensare a una risoluzione della crisi sud sudanese. Il dato più preoccupante è l’estendersi del conflitto. La situazione è poi in stallo sul piano politico. Solo dopo la smilitarizzazione della capitale, l’opposizione sarà disponibile a tornare e quindi formare il governo provvisorio, primo passo verso la chiusura della crisi.
Ma il Paese è al collasso, l’economia, basata sui proventi del petrolio, non ha più entrate per acquistare all’estero. Dunque, sul mercato tutto è costoso, non alla portata della gente.

• Mozambico: corsa alla grafite. Il paese dell’Africa meridionale non si accontenta di diventare un grande esportatore di gas, ma gioca anche la carta grafite, uno dei 14 minerali che la Commissione europea definisce “critici”, temendo la difficoltà di approvvigionamento.
La grafite è ricercata dalle industrie elettroniche e metallurgiche, oltre che dai fabbricanti di batterie al litio (Cina, India e Brasile).
Questa accelerazione della corsa testimonia che le potenze economiche emergenti considerano il Mozambico un paese strategico.







