Dio fonte di pace e riconciliazione
L’8 maggio 2025, il giorno della sua elezione al soglio pontificio, le prime parole di papa Prevost sono state: “A tutte le persone ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra, la pace sia con voi!”. È questo messaggio di pace, che riprende le prime parole di Gesù risorto ai suoi discepoli, che Leone XIV proclama in tutti i suoi viaggi, incontri, celebrazioni. È un filo rosso che ha segnato il suo primo anniversario di pontificato.
E chi ha amplificato questo messaggio? Proprio colui che si sente irritato da questo continuo invito alla pace, al dialogo, all’incontro. Colui che ha adottato lo scontro, l’imposizione, la guerra, cercando la pace fatta con le armi. La presenza discreta, calma, determinata a non lasciare che il mondo anneghi nel linguaggio bellicista, fa di papa Leone un personaggio alternativo che propone un’altra visione del mondo. Da quando ha iniziato a denunciare il fervore bellico ha subito attacchi tali che nemmeno papa Francesco aveva ricevuto nel suo pontificato. Ma questo si è trasformato nel più bello dei regali di anniversario: l’unità della Chiesa statunitense.
In continuità con l’orientamento dato alla Chiesa da papa Francesco (cfr. Dilexi te), papa Leone personalizza la comunicazione e la gestione del servizio. Dall’inizio si presenta con uno stile collegiale, quasi scomparendo, per mettere in luce la Chiesa con quella modalità sinodale voluta proprio dal suo predecessore. Una differenza importante è evidente nella convocazione dei Concistori. Mentre papa Francesco riuniva i Cardinali per crearne di nuovi, rendendo così il Collegio Cardinalizio sempre più internazionale, papa Prevost ne ha convocati già due per coinvolgere i porporati in processi decisionali condivisi, adeguando la missione della Chiesa alle problematiche dei tempi attuali, valorizzando la figura del Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, e la diplomazia vaticana. Anche la gestione delle risorse finanziarie è diventata più collegiale e meno centralizzata.
L’intento di papa Leone è quello di sottolineare l’importanza dell’istituzione “Chiesa”, rinunciando al ruolo carismatico del suo predecessore. In un mondo dove tutte le istituzioni internazionali sembrano vacillare davanti all’arroganza e alla forza del più feroce, papa Leone vuole presentare una Chiesa compatta come baluardo del Vangelo che annuncia. Per questo la vuole unita, sintonizzata sulla Parola di Gesù e coraggiosa per chiedere la pace come il più grande dei beni di cui il mondo attuale ha bisogno. Vuole anche testimoniare che le istituzioni fatte di partecipazione sono più legittime della volontà dei singoli che racchiudono nelle loro mani poteri immensi, come i gestori delle Big Tech, e non vogliono limitazioni di sorta.
Papa Leone continua quella visione multilateralista, tradizionalmente sostenuta dalla diplomazia vaticana, che valorizza la protezione del bene comune degli stati più piccoli e deboli dalle ingerenze e dagli appetiti delle grandi potenze. Diventa dunque sempre più chiara la differenza tra due visioni del mondo, due modi diversi di concepire il futuro, persino due visioni diverse su Dio. Quando papa Leone afferma “Guai a chi cerca di trascinare Dio nel prendere parte alle guerre” e “Dio chiederà conto a chi non ha cercato la pace” perché “Solo la pace è santa”, demitizza l’idea di un “Dio con noi”. Dio non è presentato come alleato delle armi, ma come fonte di pace, dignità umana e riconciliazione. Per questo papa Prevost ha invitato gli statunitensi a scrivere ai loro rappresentanti (deputati e senatori) affinché si attivino per contenere le esagerazioni del presidente, chiedendo che lavori per la pace e smetta di fare le guerre.
Il 15 maggio 2026 è uscita la prima enciclica sulla resistenza umana nell’età del trionfo della tecnica dal titolo Magnifica Humanitas. L’intento è quello di dare un orientamento ad un’umanità confusa in perdita di riferimenti sicuri. Questa enciclica manifesta il senso profondo del nome che il papa ha scelto, mutuato dal suo predecessore Leone XIII, autore della prima enciclica sociale dei tempi moderni Rerum Novarum. Questo scritto mette in chiaro l’azione del pontificato, la cui missione è sempre quella di annunciare Gesù Cristo e l’avvento del suo Regno nei tempi che sono i nostri.








