Dedicata a p. Aurelio Cannizzaro
Franchina Romano è una persona geniale, tutta cuore: pittrice, scultrice, poetessa. È appassionata soprattutto per ogni forma di bene. Dirige da vera mamma una scuola per l'infanzia. Ha conosciuto p. Aurelio Cannizzaro e ne è rimasta ammirata. Ha poi riversato il suo affetto su tutti i missionari che ha incontrato. Dedica questa poesia proprio a padre Aurelio; per esigenze grafiche, la pubblichiamo a linea continua.
Da un lungo cammino ti ritiri, stanchezza dici di non avere. Ma i tuoi occhi sono pronti a lacrimare e col pensiero dietro vuoi tornare al villaggio che dovesti lasciare.
Specie i bambini, del tuo amore han voluto privare. Ti domandarono perché eri lì: "Sei venuto a combattere con noi? Avanti! Dicci... Rispondi... Quale arma vuoi?". L'arma in cuore avevi e alzando la mano, con dolcezza e coraggio, il Crocifisso veder facevi e dicevi: "Questa è l'arma dell'amore, che tutti salvi a voi vuole!".
E in quel terreno arido e incolto, ti mettesti a lavorare e senza mai stancare, vecchi, giovani, bambini e ammalati ti mettesti a curare. Dalle tenebre alla luce li facesti passare, che nessuno li seppe mai accettare.
In una cella ti han portato, ti calunniarono, ti bastonarono, e il rosario dalle mani via ti buttarono. In piedi, notte e giorno, in una cella ti lasciarono. Dentro la cella il rosario ti mettesti a recitare e per corona le sbarre della cella ti mettesti a contare, per ogni "Ave" che calavi una sbarra tu toccavi.
A tutti i costi ti vollero cacciare, espulso ti han voluto mandare. Mogio mogio al tuo paese sei tornato, la corona in capo non hai portato. Davanti a Dio vittorioso sei stato e noi tutti con amore ti abbiamo ammirato e ancor oggi ti ricordiamo e ti vediamo, nelle belle opere che ci hai lasciato.








