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Padre Gabriele è un saveriano sardo, missionario in Bangladesh dal 1973. Dirige la "Casa della speranza" per persone con handicap, in ambiente musulmano. Ringraziamo per averci scritto.

Ho avuto un anno frenetico, senza riuscire a programmare un po' di tempo libero per scrivere. Me ne vergogno, mentre dico a me stesso che... "devo darmi una calmata!". Chissà che con l'aiuto delle vostre preghiere non riesca finalmente a convertirmi. Raccontare ora tutte le avventure di un anno, quando già sarebbe difficile raccontare quelle di un giorno, è un'impresa eroica. Mi limito allora a due sole notizie.

Un brutto episodio

Tre mesi fa, uno dei miei disabili è morto bevendo il liquido che si usa nei campi per diserbare il riso. Nel 2009 un altro caso era accaduto, ma questo ha cause diverse: non è stato provocato dalla depressione e dal rifiuto della disabilità. Proshanto - questo è il suo nome, che significa "Pacifico" - era un giovane hindu e frequentava il liceo. Era andato a casa per qualche giorno di vacanza, ha litigato con un fratello e per la rabbia ha preso il veleno, morendo tra atroci dolori.

Il suicidio è frequente in Bangladesh, anche per motivi banali. Basta poco: un cattivo risultato scolastico, un'incomprensione, un rimprovero dei genitori o il loro rifiuto a spendere soldi per comprare un vestito o il telefonino che la TV reclamizza. II suicidio è "la vendetta", la protesta estrema, l'ultima!

Una bella notizia

Aira è una ragazza musulmana cieca e poliomielitica. Aveva una gamba rattrappita, più corta di 10 centimetri. Le ho trovato il rimedio con due stampelle, e così ha smesso di camminare ondeggiando come una storpia. Per la cecità, ho pregato il Signore che mi ispirasse qualche rimedio, perché non si sentisse inutile e non si annoiasse.

Così mi è venuto in mente di inventare degli strumenti con cui Aira, nonostante la cecità, potesse fare delle buste di plastica di varie misure e sacchetti di carta che si usano al mercato per dare la merce ai clienti. Per questi sacchetti si ricicla qualunque foglio di carta, compresi quelli di quaderno usati dai bambini a scuola. Ora finalmente Aira è felice, con un sorriso che incanta tutti. Si sta... "arricchendo" (le sue buste di carta usate al mercato si vendono a 40 rupie al chilo, meno di mezzo euro!). E pazienza se il traguardo di un chilo per settimana è ancora lontano... La ragazza ora può anche sposarsi, perché sa lavorare e guadagnare.

Un'altra bella notizia: grazie al buon Dio, sono riuscito a inventare qualcosa per migliorare la tecnica, l'efficienza e la comodità delle "carrozzine" su cui i disabili passano tutta la loro vita.

Risultato: tanta gioia per loro e anche per me, e spero anche per Gesù, il più grande amico dei poveri e dei malati!



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