Dal Camerun, new entry a Salerno
Mi chiamo Anantia Gael, sono saveriano e arrivo dal Camerun. Sono il primo e unico maschio di una famiglia di cinque figli. Come si dice spesso in Italia: sono beato fra le donne! È vero! E sono veramente grato per la presenza delle mie quattro sorelle e dei miei cugini e cugine, con i quali siamo cresciuti a casa. Insomma siamo una famiglia non piccola, ma nemmeno numerosa...
Sono arrivato in Italia (a Parma) cinque anni fa, come prima destinazione in vista dello studio dalla teologia. Infatti, ho appena concluso quel percorso tra studio della lingua italiana e studio della teologia. Sono stati momenti molto belli, occasioni d’incontro, di condivisione, di apprendimento, di studio, di esperienze nuove, di deserto spirituale, di gioia, di riscoperta del volto del Signore nell’altro. La mia esperienza a Parma, con la complessità della città e della diocesi, è stata arricchente. Ho cercato, nonostante i miei limiti, di fare di ogni incontro un’occasione umanizzante. A mio modesto parere, è il cammino usato da Cristo per rivelarci il volto del Padre: la sua umanità.
Finito gli studi, i miei superiori mi hanno destinato alla Comunità di Salerno per un anno di esperienza. Ad essere sincero non era ciò che mi ero immaginato, però ho accolto con disponibilità la proposta. Di per sé ho un bel ricordo di Salerno. Il primo anno in Italia (2017) ho passato qui l’estate (un mese tra campi missionari con i giovani e vacanza). Ero tornato a Parma molto contento. A Salerno, per la prima volta, ho assaggiato la mozzarella di buffala. Che squisitezza!
Da luglio, quindi, faccio parte della comunità di Salerno. Ringraziando il Signore per gli anni passati a Parma, le persone incontrate, vorrei affidare loro questo mio nuovo cammino di vita. Dice un proverbio camerunese: Siamo di dove andiamo. È questo il mio desiderio, essere di Salerno!







