Cristo è vivo e ci precede in missione
La chiesa italiana si sta preparando all'appuntamento di ottobre a Verona. In vista del IV convegno ecclesiale nazionale, non ci è stato proposto un tema su cui riflettere; ci è stato dato un impegno su cui scommettere. Essere “testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”. È una cosa da prendere sul serio.
Se Cristo è la speranza del mondo, o noi ci impegniamo ad essere autentici testimoni di Cristo e della speranza, oppure il mondo resterà senza Cristo e senza speranza. È una responsabilità definitiva, quasi un... ultimatum .
Ci giochiamo la nostra credibilità. È in gioco il futuro dell'umanità.
Ci sono voci in giro: il documento finale è già pronto; non ci sarà niente di nuovo; si parla del “mondo”, ma per i missionari non c'è spazio; sarà un grande addio al cardinale che va in pensione... Sono malignità. Non è il caso di prendere in giro né di essere presi in giro. La speranza è una cosa seria. Il mondo ne ha tremendamente bisogno.
Gli istituti missionari hanno già contribuito con importanti riflessioni pastorali, in vista dell'appuntamento di Verona. Ma noi non rinunciamo a lanciare il messaggio inequivocabile di speranza che i missionari vivono e testimoniano in mezzo ai popoli del mondo. L'umanità anela alla speranza. Dall'Africa, dall'America latina e dall'Asia, le tre testimonianze di queste pagine sono solo flebili eco che Cristo è vivo davvero e ci precede... in missione.
Là lo vedremo e incontreremo, come aveva già detto alle donne il giovane con la veste bianca, seduto sul sepolcro ormai vuoto.







