Convegno di ''Missione Oggi'', Dialogo interreligioso a Brescia
L'atteggiamento che i cristiani devono adottare verso le altre fedi o religioni è un problema antico, ma per molti secoli praticamente non è stato preso in seria considerazione. La chiesa cattolica ne ha parlato in maniera esplicita e positiva nel concilio Vaticano II (1962-1965).
Esperienze locali e globali
Lo storico incontro delle religioni per la pace, voluto e realizzato ad Assisi nel 1986 da Giovanni Paolo II, aveva confermato questo trend positivo. Il drammatico attentato alle torri gemelle di New York, l'11 settembre 2001, da parte di alcune cellule dell'estremismo islamico, ha raffreddato e inquinato questi rapporti. Oggi il tema ha acquistato un'importanza tale da rendere ardua la riflessione di chiunque si avventuri in questo argomento.
La rivista "Missione Oggi" ci ha provato il 9 maggio scorso con il suo tradizionale convegno annuale, non tanto dal punto di vista teorico, ma esperienziale, come dice bene il titolo: "Esperienze di dialogo interreligioso. Intrecci formativi e spirituali". I partecipanti erano 80, la maggioranza dal nord Italia.
Due le esperienze di dialogo presentate: una "locale", nata per necessità contingenti, dai problemi di convivenza tra cristiani e musulmani nella ricca provincia di Modena, legata al gruppo "Camminare insieme" di Sassuolo-Fiorano; l'altra più "globale", nata dal carisma missionario dei saveriani, legata al centro di preghiera e dialogo interreligioso "Shinmeizan" in Giappone.
Spiritualità e formazione
Al racconto delle esperienze sono seguite altrettante riflessioni teologico-spirituali di mons. Michael Fitzgerald, già presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e ora nunzio in Egitto. Tra i relatori: la saveriana Maria De Giorgi, missionaria in Giappone; don Giampiero Alberti di Milano; don Giuliano Zatti di Padova.
La conclusione è stata a due voci: la pastora battista Lidia Maggi, di Lodi, dal punto di vista ecumenico; don Giacomo Canobbio, di Brescia, dal punto di vista teologico. Il dialogo con i partecipanti è stato molto serrato e interessante, sia al mattino sia al pomeriggio.
Seppure in maniera diversa, "Shinmeizan" e "Camminare insieme" ci hanno indicato il cammino necessario per maturare "buone pratiche" di dialogo: la spiritualità e la formazione. Insomma, perché il dialogo sia vero, è necessario formarsi ad esso e nutrirsi spiritualmente. Non è un caso se le iniziative del gruppo "Camminare insieme" sono nate dalla preghiera insieme di alcune famiglie cristiane, e se il "Shinmeizan" si presenta anzitutto come un centro di preghiera.







