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Con la cloche e la telecamera, Ricordo di p. Aldo Rottini

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Padre Aldo Rottini era nato a Paladina il 21 marzo 1935. Nel 1947 era entrato come aspirante missionario nella casa apostolica di Pedrengo ed era stato ordinato sacerdote a Parma il 16 ottobre 1960. Durante quell'estate si era recato a Torino per imparare a pilotare aerei, pensando che gli potesse servire in missione. Preso il brevetto nel 1961, si era esercitato in voli tra Torino, Parma, Udine e Bergamo fino al 1972 quando era partito per il Congo.

Nello Zaire di Mobutu

Prima di andare in missione, per otto anni era stato vice rettore, insegnante ed economo nella scuola saveriana di Udine, frequentando l'istituto magistrale e ottenendo l'abilitazione. A Parigi si era diplomato in musica liturgica e in Belgio aveva frequentato l'istituto internazionale Lumen Vitae, prendendo la licenza in catechesi pastorale. Il suo ingresso in Congo, insomma, era avvenuto dopo un'intensa preparazione anche culturale.

In quegli anni, Mobutu aveva proclamato la "zairizzazione" del Paese. La religione cattolica veniva presa di mira e il mobutismo era diventato religione di Stato. Nell'università di Kinshasa era stata soppressa la cattedra di teologia e nel 1974 abolita la festa di Natale. In questo clima i saveriani, compreso padre Aldo, facevano opera di evangelizzazione in forme più o meno segrete.

La fuga a nuoto...

Padre Aldo è assegnato alla missione di Kitutu, nell'Urega, quando un attacco dei ribelli provoca morti e feriti. Il missionario si mette in salvo attraversando a nuoto il grande fiume.

Nel 1975, è assistente nella casa degli studenti nella missione di Kadutu. Qui ha l'intuizione di utilizzare gli strumenti audiovisivi e dà inizio alla grande orchestra "The Joy". Dal 1978 al 1987 è a Cahi, nella periferia di Bukavu. Lavora sempre con i giovani a cui dà anche una formazione musicale; crea una corale e sviluppa l'attività audiovisiva. Il parroco non condivide le sue attività e p. Rottini viene chiamato in Italia.

"Videomission" e la malattia

Viene destinato al centro fotografico e produzione video, prima a Parma e poi a Brescia. Qui organizza in maniera tecnica lo studio "Videomission" e, nello spazio di una decina d'anni, produce 130 video ufficiali e altri privati, su temi missionari e mariani. Si reca in varie parti del mondo a girare i suoi filmati; ha particolare devozione per la Madonna di Medjugorje, a cui dedica un video molto apprezzato.

A 64 anni riparte per la missione in Camerun. La difficoltà di adattarsi alla missione in età avanzata contribuisce a un logoramento della salute. Ma è soprattutto la malaria a gettarlo a terra. Dal 2001 è in casa madre a Parma e comincia i pellegrinaggi negli ospedali. Egli annota con chiarezza il logoramento psichico e scrive: "Lettura difficile, memoria ridottissima, tremolio della sinistra". La situazione peggiora di giorno in giorno, fino alla perdita di tutte le facoltà mentali. Domenica 12 giugno, il Signore lo ha chiamato al premio eterno.

Un innamorato di Dio

Di padre Aldo dobbiamo ricordare il suo grande zelo, che gli ha fatto desiderare la missione anche quando era avanti negli anni, e l'intuizione che per servire bene la missione sia necessario coltivare gli studi e specializzarsi: dalla guida dell'aereo al perfezionamento dei metodi di apostolato fino all'uso degli strumenti moderni di comunicazione sociale. In tutto questo padre Rottini era mosso da un grande amore in Dio; la sua vita è stata l'attuazione pratica del motto saveriano: "Caritas Christi urget nos - Ci spinge l'amore di Cristo".

Ora dal cielo, caro padre Aldo, guarda alle persone care della tua famiglia, agli Aldi e alle Alde che un giorno lontano hai radunato a Parma davanti all'altare di sant'Ilario; guarda alla tua cara congregazione e a ciascuno di noi, e chiedi al Signore una particolare benedizione per l'Africa e per gli africani.



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