Come un giovanotto di 85 anni, P. Dalla Valle
Padre Vittorino Dalla Valle ha festeggiato il suo 85° compleanno il 24 ottobre. Quando gli chiedo di raccontarmi un po' della sua vita, lui inizia con il salmo 71: "Sono apparso a molti quasi come un prodigio". Padre Vittorino, nato a Dueville, è l'ultimo di otto fratelli e l'unico rimasto in vita. Da bambino era fragile e malaticcio, tanto che la mamma Ortensia lo portava dai frati di Thiene per farlo benedire. Ma aveva una grande forza d'animo e un carattere tenace.
"Non torno più!"
Un giorno, con un amico di casa, va all'oratorio per vedere le diapositive di un missionario che lavorava in Alaska. Da quel momento ha un'illuminazione: "Anch'io mi faccio missionario!". L'amico, che conosceva il servo di Dio, gli rispose: "Ti porto io a Vicenza da p. Uccelli".
Era il 1° settembre 1937 e Vittorino, accompagnato dal fratello Benvenuto, entra dai missionari saveriani di Vicenza. L'impatto con la vita in istituto è traumatico. Resta sconvolto dal silenzio che regnava in refettorio, nei cameroni, nei corridoi, tanto che dopo tre giorni va in crisi e decide di tornare a casa.
Prima di partire però, il prefetto lo accompagna da p. Uccelli, che non è per niente meravigliato della sua scelta e gli dice: "Vai pure a casa, ma tornerai". Vittorino risponde: "Non torno più!". Qualche giorno dopo, a casa, decide di tornare in istituto. Vedendolo, p. Uccelli gli dice: "Sapevo che saresti tornato".
Gli studi durante la guerra
Per due anni Vittorino resta a Vicenza ed è entusiasta dello spirito missionario che dominava. Infatti, alcuni missionari in partenza per la Cina passavano da Vicenza per imbarcarsi a Venezia e creavano tra gli apostolini un fervore e un fascino particolari per la vita missionaria.
Da Vicenza Vittorino va a Grumone (CR) per altri tre anni. A quell'epoca era rettore p. Dante Battaglierin, reduce dalla Cina, il quale ha saputo infondere negli apostolini uno spirito missionario profondo. Da lì va a S. Pietro in Vincoli (RA) per il noviziato e dopo un anno fa la professione religiosa.
Era l'anno 1943, in piena guerra. Era difficile proseguire gli studi, ma Vittorino, un po' a Piacenza e un po' a Parma, riesce a finire il liceo. Poi inizia la teologia a Parma, ma l'ultimo anno passa di nuovo a Piacenza, dove è ordinato prete il 25 marzo 1950.
La partenza per la missione
Padre Vittorino aveva il fuoco dentro, un desiderio ardente di partire subito per la missione. Dopo ripetute insistenze, il superiore generale di allora p. Giovanni Gazza gli manda una lettera, da lui ricevuta il 3 dicembre 1951. Gli comunica che sarebbe partito per il Pakistan Orientale. Così, il 3 luglio dell'anno dopo s'imbarca a Genova con p. Antonio Alberton, p. Albino Tessaro e p. Mario Chiofi, il primo gruppo guidato da p. Dante Battaglierin. Sbarcano a Bombay, in India, il 23 luglio; il 1° agosto 1952 dall'India passano in Pakistan, accolti dai salesiani. Inizia l'avventura bengalese.
L'impatto è stato forte: la povertà, la lotta tra musulmani e hindu, la lingua, il sovraffollamento, il clima insopportabile e altro ancora. Ma nonostante tutto, con l'aiuto di Cristo, è riuscito a superare tutte le difficoltà.
Con la Panda bianca
Padre Vittorino inizia a parlare un po' di bengalese e dopo pochi mesi gli viene assegnata la missione di Shimulia, con 12 villaggi e circa duemila cristiani. Lavora in Bangladesh 15 anni. Poi viene richiamato in Italia, proprio a Vicenza, per fare l'economo, un incarico durato dieci anni. Dopo un intervallo di tre anni a Zelarino, torna ancora a Vicenza dove risiede tutt'ora.
Qui p. Vittorino ha sempre svolto un lavoro intenso di animazione missionaria nelle parrocchie, nelle scuole, con i gruppi missionari. È il "direttore spirituale" di tanti fedeli che lo stimano e gli vogliono bene. Ancora adesso, con i suoi 85 anni, p. Vittorino viaggia con la sua Panda bianca tra una parrocchia e l'altra, instancabile... come un giovanotto.








