Come so-stare nel mondo...
La festa dei giovani della diocesi
Domenica 7 maggio più di 2.200 giovani della diocesi di Venezia si sono trovati nel palazzo del Turismo di Jesolo, per la loro festa triennale. Il messaggio della festa è venuto dal patriarca Angelo Scola, che ha commentato il vangelo del “buon Pastore”. Ne pubblichiamo solo alcune frasi, per la riflessione dei nostri lettori. Una sintesi più dettagliata, di Paolo Fusco, è stata pubblicata su “Gente Veneta”.
Un buon pastore
Siamo qui perché un buon Pastore ci ha convocati. Non un mercenario, non uno qualunque, non uno dei tanti imbonitori che lanciano messaggi ogni giorno alla televisione, sui giornali, attraverso libri o dentro le nostre aule di università o di scuola. Un buon Pastore: uno che ha dato la vita per noi.
A Gesù interessi tu, che hai 15 anni, che armeggi per la prima volta con il greco o con l’algebra... Tu che in questo momento sei distratto, perché da qualche giorno ti passa per il capo un’inclinazione per la tua compagna di classe. Tu che devi già fare i conti con il dolore a casa tua. Questo Gesù ama tutti e ciascuno nello stesso tempo. E non lascia cadere nulla di ciò che hai nel cuore.
Vivere da figli
Gesù ci fa vedere che abbiamo un Padre che ci accompagna e che siamo figli. Sappiamo da dove veniamo, dove stiamo andando e dove arriveremo. Essere figli significa avere una compagnia nel cammino e avere una meta. Essere figli è la prima condizione per non essere vagabondi nella vita, ma pellegrini. Siamo figli di un Padre che spiega ogni possibile amicizia, ogni possibile fraternità tra di noi.
Allora io abbraccio tutta la realtà. Allora so stare nel mondo, sono capace di stare al mondo, e so prendermi una sosta, per lasciar venire a galla la potenza di questa amicizia e di questo amore. So stare nel mondo perché so stare nell’amicizia di Cristo.
Amare con il cuore di Dio
Allora si impara ad andare verso la grande famiglia umana, verso le altre pecore che non sono di questo ovile. Tutti i nostri compagni di scuola, i compagni di quartiere, di lavoro, tutti gli uomini ci interessano. Tutto ci riguarda. Noi siamo pellegrini consapevoli, non vagabondi comodi: per questo sappiamo stare nel mondo a trecentosessanta gradi. Vogliamo amarla tutta questa realtà. So da dove vengo, so chi mi accompagna, so dove vado. Sono un figlio amato e la comunità cui appartengo me lo dice.
Ricordati di questa frase: stasera quando torni a casa, domani con l’amico antipatico, con i tuoi genitori con cui non ti capisci... Ama con il cuore di Dio, perché non tutto quello che ti sembra amore è amore; perché solo l’amore è credibile, ma l’amore vissuto con il cuore di Dio. Perciò bisogna educarsi a questo amore: questa è la sfida per chi sa stare nel mondo, per chi sosta con il Signore per poter stare nel mondo.








