Cinque religioni in cerca di Armonia
La mistica giavanese dell’interiorità ha esercitato un influsso determinante sulle 250 etnie e sui seguaci delle quattro religioni dominanti in Indonesia: islamici, buddisti, hindu, cristiani. L’ideale di tolleranza, di armonia, con se stessi, con gli esseri umani e la natura, si estende anche alla pratica religiosa.
L’idea dell’armonia favorisce sia l’unità nazionale che la molteplicità: essa evita opposizioni e polarizzazioni.
Il popolo indonesiano è un popolo profondamente religioso, e il suo stile di vita è assai influenzato dalla religione praticata. Per questo la Costituzione afferma che l’Indonesia è uno Stato che si basa sulla fede in Dio, che tutto abbraccia, e lo Stato garantisce a tutti la libertà religiosa. Sulla carta d’identità di ogni cittadino deve sempre apparire l’indicazione della religione professata. Un ateo dichiarato non ha cittadinanza in Indonesia.
Le statistiche delle religioni professate in Indonesia oggi pongono al primo posto l’islam, con 80%: la maggior concentrazione musulmana del mondo. Seguono i protestanti con il 10%, i cattolici con il 5%, i buddisti con il 3% e gli hindu con il 2%.
La politica del Governo, per quanto riguarda le religioni, si orienta per il mantenimento della tolleranza e dell’armonia tra i vari gruppi religiosi, prevenendo motivi di conflitto tra le varie religioni e Comunità. Più facile è il dialogo tra i cristiani, gli hindu e i buddisti. Molto più difficile con i musulmani, specie in alcune zone, soprattutto se lontane, dove l’influsso del Governo centrale è più limitato.








