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Mi sono imbattuto in un aneddoto che, da bibliotecario, ho trovato divertente. Abdul Kassem, Gran Visir di Persia, vissuto negli anni 938-995, era un grande bibliofilo. Possedeva una biblioteca ricca di ben 117mila volumi cui riservava un amore sconfinato. Se doveva mettersi in viaggio, si portava dietro l'intera biblioteca. Provvedevano 400 cammelli sui quali caricava tutti i suoi libri e li incolonnava in bell'ordine secondo un criterio alfabetico.

La nostra biblioteca non è così vasta. Avrebbe, comunque, bisogno di 239 cammelli per il trasporto del suo patrimonio librario. Lascio al lettore più curioso il piacere di calcolare il numero dei libri che possiede. A ben vedere, il nostro Visir anticipava i tempi di internet e dei server che permettono di avere sempre con sé i propri libri. Noi evitiamo di mandare nelle case i cammelli, possiamo però segnalare il nostro sito web "biblioteca saveriana.it" dove trovare, on line, tutto il nostro Catalogo e richiedere un prestito.
La Biblioteca della Casa Madre è nata per essere al servizio di sacerdoti, missionari e studenti di Teologia e si è sempre attenuta al criterio di mantenere un livello culturale medio-alto, nelle tipiche discipline per la formazione dei presbiteri: Bibbia, Sacramenti, Liturgia, Diritto canonico, Morale, Patristica, Catechesi, Filosofia, Storia della Chiesa ecc....

Da un po’ di anni le cose sono cambiate. La Biblioteca non ha più alle spalle lo Studentato Teologico. Così, nelle mutate condizioni di "mercato", si è aperta al più vasto pubblico esterno di tutti coloro che fossero interessati alla cultura in chiave religiosa. Proprio qui, la Biblioteca sta crescendo. Siamo convenzionati col Comune di Parma e operiamo come tutte le biblioteche comprese nel Polo Bibliotecario Parmense (PBP).
Nella Biblioteca c'è materiale per nutrire la propria fede o per affrontare, da credenti, le sfide del mondo in cui viviamo. Sono ampiamente presenti anche problematiche globali quando si incrociano con la fede: religioni e culture, salvaguardia del creato, economia e finanza, sviluppo e sostenibilità, rapporto tra scienza e religione, missione ed evangelizzazione, nuove sfide etiche…

Se Abdul Kassem aveva bisogno di tanto fieno per nutrire i suoi cammelli, la Biblioteca vive per offrire quello che gli inglesi chiamano "food for thought" (cibo per la mente), per vivere consapevol-mente il nostro tempo. Ho letto che sul frontone della Biblioteca di Murcia (Spagna) campeggia questa scritta: "La biblioteca è il luogo dove i morti aprono gli occhi ai vivi".



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