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Migranti: 2023 l’anno peggiore. Il 2023 si è chiuso con 2.346 persone morte nel Mediterraneo centrale, secondo quanto riferito dall’OIM (Organizzazione internazionale per le migrazioni), 2.571 secondo una nota di Medici senza Frontiere. E il 2024 si è aperto con un naufragio a largo di Sfax, in Tunisia, con 35 vittime del mare. Ai dati di chi non è riuscito a raggiungere altre coste a causa dei naufragi, si aggiungono i numeri delle persone che sono state intercettate e portate indietro in Libia: oltre 17mila nel 2023.

Ecuador: quasi golpe. Sarebbero 22 i gruppi terroristici nel Paese, alcuni dei quali protagonisti della rivolta nelle carceri avvenuta ad inizio anno. La situazione ora sta tornando alla normalità nelle principali città. Rimane il problema del traffico illegale di droga che si cerca di combattere, ma che ancora ha un potere destabilizzante su una nazione dalla debole struttura sociale ed economica. I vescovi sono intervenuti: “L’Ecuador sta vivendo la narco-politica. La Chiesa è presente dove lo Stato non è ancora arrivato, nei quartieri dove la criminalità e il narcotraffico sono diffusi. L’unica oasi di pace, incontro e dialogo continua a essere la Chiesa. Dobbiamo riconoscere il coraggio della vita religiosa, della vita consacrata dei sacerdoti e dei laici che rischiano la vita ogni giorno”.

p.6 abiy bihi abdiEtiopia: accordo rischioso. Aumentano le tensioni in Corno d’Africa legate all’accordo marittimo tra Somaliland ed Etiopia e alla situazione interna a quest’ultimo Paese. Addis Abeba ottiene l’affitto per 50 anni di circa 20 km di coste del Somaliland (con la creazione di una base navale) in cambio del riconoscimento etiope di questo territorio staccatosi dal resto della Somalia e non riconosciuto finora da nessun altro Stato. Nello stesso Somaliland l’accordo non è stato approvato all’unanimità. Il tutto s’intreccia ai rapporti con l’Eritrea che teme ora un potenziale accerchiamento dal mare. Sullo sfondo rimangono gli sponsor esterni (dai Paesi del Golfo persico/arabico alle maggiori potenze mondiali) che hanno interesse a controllare la sponda africana del Mar Rosso, la cui navigazione è minacciata dalle azioni degli Houti nello Yemen.

p.6 felix tshisekediCongo RD: presidente rieletto. Il Presidente uscente della Repubblica Democratica del Congo Félix Tshisekedi è stato rieletto, con il 73,34% dei voti secondo i risultati ufficiali annunciati dalla Commissione Elettorale Indipendente/CENI. Un risultato contestato però delle opposizioni che denunciano brogli e irregolarità, quest’ultime rilevate anche dalla missione di osservazione elettorale delle Chiese cattolica e protestante della RDC. In alcune zone il voto è stato prolungato non di un giorno, ma di diversi giorni.

p.6 Boakai Joseph NyumaLiberia: nuovo presidente. La Repubblica della Liberia ha un nuovo presidente. È Joseph Nyuma Boakai, 78 anni, ex Vicepresidente, che ha superato nel testa a testa il presidente uscente George Weah. Il popolo liberiano è matematicamente spaccato a metà. La memoria della guerra civile è ancora viva e il rischio di ricadere in un conflitto è stato percepito come attualissimo. Poi, ha vinto il buonsenso e il momento post-elettorale non ha visto una escalation di violenza. A stemperare la tensione, la dichiarazione dello stesso Weah che ha riconosciuto la sconfitta. Tante le sfide da affrontare per il neo eletto: stabilità macroeconomica e infrastrutture, la riforma del sistema sanitario, l’educazione, la lotta alla corruzione, lo sviluppo dell’agricoltura, lo stato di diritto e buon-governo, la lotta contro la disparità di genere e la protezione dei minori. La Chiesa cattolica, minoranza, ha sempre mantenuto una posizione neutrale sbilanciandosi sempre per la pace, il dialogo, la non violenza.

Stop ai paradisi fiscali! All’Onu è passata (con il no di Ue e Usa) la risoluzione dei Paesi africani per riscrivere le regole fiscali globali e combattere i paradisi fiscali e gli abusi di super ricchi e multinazionali. Una svolta che era stata auspicata dall’economista Premio Nobel Joseph Stiglitz, secondo cui la nuova architettura fiscale globale negoziata da 140 Paesi in sede Ocse e concordata due anni fa a livello del G7 e del G20, è inefficace e iniqua perché porterà scarsissimi vantaggi ai Paesi poveri e in via di sviluppo.
L’Italia ha votato contro come il resto d’Europa. Qui entra in vigore la tassa minima del 15% sulle multinazionali, ma fortemente indebolita dalle esenzioni e scappatoie inserite in corsa. Secondo l’Unione africana “la lotta decennale dei paesi del Sud del mondo per istituire un processo pienamente inclusivo presso le Nazioni Unite per partecipare alla definizione dell’agenda e alla definizione delle norme sulla tassazione internazionale è ora una realtà”.

La nomina

Suor Brambilla, nuova segretaria

p.6 Brambilla suor SimonaÈ una nomina dal sapore missionario quella di suor Simona Brambilla, neo-Segretario del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Appartenente alla Congregazione delle Missionarie della Consolata, classe 1965, è stata missionaria in Mozambico, lavorando nella pastorale giovanile. In quel contesto si occupa di inculturazione e dialogo con la spiritualità e con la sapienza originaria del popolo macua. “Felicemente contaminata dalla prospettiva macua, mi sono ritrovata a gustare e valorizzare in modo inedito la dimensione femminile e materna intrinseca al nostro carisma”. Suor Simona Brambilla ha conseguito il Dottorato in Psicologia presso la Pontificia Università Gregoriana.

Le voci dalla missione

La gente ha sete dell’Eucaristia

L’Agenzia Fides, dopo l’intervista al vescovo saveriano mons. Rubianto, rimane in zona e segue il lavoro del Saveriano p. Antonius Wahyudianto, parroco della chiesa a Muara Siberut, nelle isole Mentawai.

                               “Mi è affidata la cura pastorale di piccole comunità nelle varie stazioni missionarie sparse sulle isole, autentiche periferie dove si ritrovano semplicità evangelica, fede, umiltà. Sono poveri dai quali c’è sempre tanto da imparare. Siamo sempre pronti a metterci in gioco per proclamare la Buona Novella e curare la fede dei cattolici delle Mentawai. Il villaggio di Stasi Bekkeilu, abitato da 26 famiglie cattoliche e 5 famiglie musulmane, è una remota stazione missionaria che non dispone di elettricità. Naturalmente non esiste internet e il nome del villaggio non è stato registrato nell’applicazione Google Earth. Tuttavia, in questo insediamento sperduto, dimenticato dal mondo, il viaggio missionario-pastorale con quattro giovani che mi hanno accompagnato è ogni volta un’esperienza entusiasmante e arricchente. I nativi, che traggono il necessario dalla natura, non si impegnano molto nella coltivazione della terra, per generare profitti economici. Vivono dei doni gratuiti della Madre terra. Anche per questa mentalità, le leve dell’economia nelle Mentawai sono controllate da imprenditori provenienti dall’esterno, che creano piantagioni, commercio e imprese di altro tipo. In quest'area, tra cristianesimo e islam vi è convivenza, comprensione, a volte compenetrazione. La formazione catechistica è una priorità. In particolare mi sono accorto che è importante parlare e far comprendere in profondità il mistero della croce di Cristo. Ho dipinto 14 quadri della Via Crucis su tavole di legno costruite dalla gente di Matotonan. Per completarli, ho pernottato e vissuto con la gente quattro giorni. I nostri fedeli si fermavano a guardare il quadro e osservare la mia opera. Anche bambini e adolescenti musulmani si fermavano a ‘vedere la figura di Gesù, il Messia’. Nella regione di Sagulubbe, raggiungibile solo 2-4 volte l’anno, la gente ha sete dell'Eucarestia e la attende con grande gioia. D’altra parte, la modernizzazione è arrivata. La popolazione locale si sta lentamente trasformando da una comunità nomade ad una che sviluppa l’agricoltura e si insedia in un’area. I bambini ricevono un’istruzione, i giovani proseguono gli studi e vanno alle università fuori Sumatra occidentale. E la modernizzazione spesso porta i giovani mentawaiani ad abbandonare le proprie radici culturali” (p. Antonius Wahyudianto, sx).

Una storia speciale

Il record di Gitega

p.6 centrale elettrica Mubuga Gitega BurundiGitega, capitale del Burundi, è l’unica città al mondo alimentata al 100% da energia solare durante il giorno. Il Paese ha raddoppiato la capacità della sua installazione solare a Mubuga. “In Burundi abbiamo un terreno eccellente per coltivazioni di tè e caffè e una popolazione industriosa. Grazie a questo nuovo campo solare e all’accordo per raddoppiarne le dimensioni, abbiamo aumentato la sicurezza energetica necessaria a coprire il fabbisogno delle nostre imprese”, ha dichiarato il presidente Ndayishimiye. La centrale elettrica è stata finanziata con capitali internazionali, in un consorzio tra il governo del Regno Unito, la Società di investimento belga per i paesi in via di sviluppo e la statunitense International Development Finance Corporation. L’energia elettrica attualmente prodotta, tuttavia, resta inaccessibile a quasi tutte le aree rurali del paese, poiché gran parte viene consumata nelle città. Il Burundi è ritenuto uno dei paesi meno elettrificati del mondo, con circa il 12% della popolazione che ha accesso all’elettricità dal 2020.



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