Chi siamo e cosa facciamo, I saveriani di Cremona
In questo numero, desidero presentarvi la comunità saveriana di Cremona. Non è proprio giovane in senso anagrafico, avendo una media d’età di 68 anni, ma lo è in senso metaforico, spirituale e missionario. Infatti, non è l’età anagrafica ciò che conta di più, ma quella del cuore, della mente, dello spirito che accende come fuoco lo zelo missionario, l’entusiasmo, l’amore ardente per Dio.
Questo zelo ci spinge a una vita ancora piena di impegni e opere a vantaggio dei fratelli bisognosi di tutto e soprattutto, bisognosi del vangelo di Cristo. Gli anni davvero non contano, anche se, aumentando, portano con sé nuovi acciacchi.
Lascio a voi trarre le conclusioni di questa pagina. A noi piace vivere in comunità. Anche se non mancano discussioni, come in tutte le famiglie, amiamo la comunità e non potremmo vivere senza.
Il rettore uscente: p. Giuseppe
Padre Giuseppe Pettenuzzo è stato il nostro superiore per tre anni. Sorridente, premuroso e ordinato, ha il carisma dell’accoglienza, il senso dell’ospitalità e lo spirito di servizio. Presto andrà nella casa madre di Parma, dove assisterà i saveriani anziani e i missionari reduci dalle missioni. Ci mancherà molto e, forse, anche noi a lui!
Il “corrispondente” p. Sandro
Sono il vice superiore, per anzianità più che per carisma. Mi occupo della pagina di Cremona di “Missionari Saveriani”. Sono cappellano dell’istituto “Sacra Famiglia”, confessore da tempo immemorabile di vari conventi di suore e di sacerdoti. Svolgo volentieri anche il ministero nelle parrocchie più lontane. Inoltre, seguo tre gruppi Gams, gli amici dei missionari saveriani: a Cremona, a Manerbio (BS) e a Viadana (MN).
Ma il mio impegno maggiore è la corrispondenza con i benefattori, per ringraziarli del loro aiuto ai missionari e alle loro numerose necessità, attraverso offerte libere o per la santa Messa. Quando sono libero, mi piace visitare anziani e malati nelle loro case.
Padre Sergio, il fotografo
È diplomato in pedagogia e laureando in psicologia. Ha insegnato per molti anni ai giovani aspiranti missionari a Zelarino (VE). È stato alcuni anni in Burundi, prima di essere espulso con molti altri missionari.
Si presta a incontri mensili con i genitori e a colloqui personali con i giovani, in cerca della loro strada nella vita. È apprezzato anche come predicatore di esercizi spirituali a comunità religiose e parrocchiali ed è disponibile al ministero domenicale nelle parrocchie, quando la salute glielo permette. Esperto di internet, sa usare il computer con rara perizia, e anche la macchina fotografica. È lui il fotografo ufficiale della comunità e anche il segretario che stende i verbali dei nostri incontri settimanali.
Padre Franco, il confessore
È il più anziano della comunità. Si offre generosamente e gratuitamente al ministero delle confessioni in cattedrale, dove è presente puntualmente tutti i pomeriggi. È felice quando riceve qualche offerta, che manda subito in Sierra Leone, dove ha trascorso ben 35 anni - i più belli della sua vita - tra lebbrosi, carcerati, condannati a morte e i bambini dei militari.
Padre Fiori soffre da anni di un forte diabete, che chiama “la bestia”. Ha doti non comuni per l’arte del disegno in china, ma lavora solo quando si sente... ispirato.
Padre Gianni, il reduce
Padre Gianni è l’ultimo acquisto “comunitario”. A causa di una malattia, è tornato dall’Indonesia, dove ha lavorato per trent’anni con grande spirito di sacrificio e totale dedizione. È stato destinato a Cremona, la sua diocesi, dove è circondato dall’affetto dei familiari.
Nonostante la frequente stanchezza, egli si presta con molta premura al ministero e al servizio della comunità. Lo accompagniamo con la nostra preghiera. Anche nella malattia e nella sofferenza, quando sembra di diventare “inutili”, i missionari svolgono “attivamente” la missione loro affidata da Cristo: evangelizzare l’umanità con il sacrificio e la preghiera.
I nostri ospiti più cari
Gli ospiti che ci sono più cari sono i missionari di passaggio. Li accogliamo sempre volentieri, come veri fratelli. I due visitatori più assidui sono cremonesi.
Padre Osvaldo Torresani è il più giovane della comunità, oltre che il più sano e il più attivo. Ogni mattina si reca a Codogno, per assistere la mamma anziana e malata. È proprio vero che nessuno ama la propria madre come il missionario! Padre Osvaldo si presta con gioia al ministero sacerdotale collaborando con il parroco. Ma fa anche il lavoro manuale, soprattutto come ortolano, quando ha qualche ora di libertà. Abbiamo gustato anche noi la sua insalata. Ritorna a Cremona ogni sera, per riposare meglio dalle fatiche della giornata e per gustare lo spirito di famiglia nella gioia della vita comunitaria.
Padre Carlo Lucini è stato mio compagno di studi in seminario fin dal 1950 e poi in noviziato a Ravenna e durante gli studi teologici a Parma. Nel 1962 ci hanno destinati in diverse parti del mondo: io in Bangladesh, che allora si chiamava “Pakistan orientale”, e lui in Scozia e poi in Sierra Leone, dove ha sudato per circa 25 anni. Ora è a Cremona per curarsi un po’. È sempre allegro e scherzoso, amante del lavoro, ma anche attento lettore. Saremmo lieti se restasse tra noi.








