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Le regole del mercato non sono libere

Alcuni anni fa, mi trovavo in Brasile al Convegno delle comunità ecclesiali di base. Una folla di 3.500 partecipanti, donne e uomini.
La camminata. Una mattina era in programma una camminata per le vie della città. Volevamo sensibilizzare noi stessi e i cittadini alla giustizia solidale.
Avevamo con noi cartelli, scritte, bandiere. In perfetto stile brasiliano, la camminata era seria e gioiosa allo stesso tempo: canti, preghiere, slogan. La gente si lasciava coinvolgere, ci salutava, offriva acqua da bere, applaudiva, si univa a noi per un tratto di strada. Tutta la città sembrava diventare una festa.

Il pancione. Ad un certo punto, sento un commento: "Guarda quanta gente che mangia senza lavorare!". Cerco quella voce. Sul marciapiede, di fronte a noi, un commerciante bel grassoccio era ritto davanti al negozio; a fianco, c'era un suo commesso, snello e magro. Con lui a fianco il pancione, vedendoci, aveva sentenziato: "gente che mangia a sbafo".

Il nostro slogan, in quel tratto di strada, invece lanciava un altro messaggio: "Troppa gente al mondo lavora senza poter mangiare!". Due pareri diversi, due diverse visioni. Mi ha fatto riflettere, la frase del pancione. Ogni tanto mi ritorna in mente. Di fatto, io riesco a mangiare benino senza affaticarmi tanto!

Mangiare a sbafo: è una frase che si sente dire ancora, a commento dei tanti che peregrinano il mondo dietro ai vari summit, vertici: dove prende i soldi tutta questa gente per andare in giro? Raramente si sente dire lo stesso ai partecipanti ufficiali degli stessi summit e vertici, il cui stato non permette loro di dormire in tenda e mangiarsi un panino.

A Cancun non ha vinto nessuno. Nessuno, credo, ha avuto un valido motivo per ballare e cantare vittoria. Tuttavia, alcune considerazioni possono essere fatte.

* Europa e Stati uniti, già prima del vertice, hanno cercato di trovare un accordo, una posizione comune su alcune questioni importanti. E' una cosa nuova e lecita; ma l'hanno fatto per conto proprio.
* Europa e Usa insistono sulla libertà di mercato, ma non sembrano ancora disposti a cedere sul protezionismo in casa propria. Il mercato è libero; ma non tutti, di fatto, possono entrarvi ed esporre la propria merce, secondo le regole della competitività.
* Si è fatto avanti il G 21, la coalizione degli Stati emergenti, quasi a controbilanciare la coalizione degli Stati benestanti. Anche questo è un fatto nuovo. Certe nazioni non sono più disposte a sottoscrivere accordi già decisi in altre sedi, senza il loro apporto diretto. Anche il libero mercato ha bisogno di rispettare regole di reciproco dignitoso rispetto.

Le regole del mercato. Mons. Frank, delegato del Vaticano a Cancun ha affermato: "Il commercio deve recare beneficio alla gente; non solo ai mercati e alle economie. Le regole del commercio hanno una natura politica e sociale, con conseguenze profonde e durevoli per la vita dell'umanità. Devono perciò rispettare le esigenze di giustizia sociale".



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