Carisma è missione: Ascoltare, meditare, pregare la Parola
Si tratta di coerenza. Le Costituzioni saveriane sono coerenti e logiche quando, dopo aver affermato la necessità della Parola - la fede e la chiesa fioriscono e maturano nell'ascolto della Parola - aggiunge: "sentiamo la necessità di ascoltarla, meditarla e pregarla ogni giorno, sia personalmente che comunitariamente".
Non è un obbligo. È un bisogno!
Nasce dal cuore della missione; si radica nella vita del missionario come felice, libero e urgente bisogno quotidiano. "Verranno giorni in cui manderò la fame; non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare la parola del Signore" (Amos 8,11). Fame e sete, pane e acqua: cose indispensabili, senza le quali non si vive.
Ascoltare anzitutto. È uno degli inviti più pressanti e ripetuti dai testi sacri: "Ascolta, ascoltate la mia voce!"... Voglio almeno ricordare il salmo 81, dove Dio diventa orante, come padre che implora l'ascolto del figlio indicandogli il cammino per la sua piena realizzazione: "Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; se tu mi ascoltassi!... Se il mio popolo mi ascoltasse, se camminasse per le mie vie...!".
La missione esige ascolto, perché il missionario non deve e non può dire parole sue.
Come Gesù è stato inviato dal Padre e ha detto a noi ciò che aveva ascoltato dal Padre, così il missionario è mandato dal Signore risorto e parla in suo nome; è inviato ad annunciare Gesù Cristo. Come annunciarlo senza conoscerlo? "L'ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo", ci ricorda san Girolamo.
Meditare: non una lettura e un ascolto superficiali. Occorre penetrare nel senso, lasciarsi affascinare dal volto di Gesù, discernere i cammini più sicuri per far entrare la Parola in tutti i momenti della nostra vita quotidiana, conoscere sempre più noi stessi, i limiti e le potenzialità.
Solo Cristo e la sua parola possono rivelare pienamente l'uomo all'uomo. Meditare lasciando cadere lentamente la Parola nel cuore, forse ripetendola, come per impararla a memoria. In Brasile "imparare a memoria" si dice "de-corar": mettere nel cuore, registrare nel cuore. Come la pioggia e la neve, la Parola scende nel profondo del cuore e risale in forma di preghiera.
Pregare: l'ascolto si fa dialogo, relazione di amore, amicizia intima e profonda. "Soltanto la seduzione - scrive Conforti - opera sul cuore per far sbocciare il sentimento dell'amore. Il cuore dell'uomo non cede se non all'azione seducente della grandezza che si impone, della bellezza che rapisce, della bontà che commuove".
Nella Bibbia scritta troviamo grandezza, bellezza e bontà.
Troviamo il volto del Padre narrato dal Figlio; troviamo lo Spirito che ha la forza di sedurci e di farci partire, con l'entusiasmo del profeta Geremia: "Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre" (Ger 20,7).








