Capodanno al Forte Rossarol
Siamo un gruppetto di giovani che, con la pastorale giovanile della diocesi di Venezia, quest'anno abbiamo atteso il capodanno in modo diverso dal solito: ci siamo uniti ai ragazzi stranieri del Forte Rossarol di Tessera. Così abbiamo passato l'ultimo dell'anno con chi è meno fortunato di noi e ha realmente bisogno di fare festa.
Padre Franco, ospite speciale
Già durante la cena e i primi giochi di accoglienza, questi ragazzi - bengalesi, kossovari, albanesi, afghani - hanno manifestato grande interesse e affetto nei nostri confronti, chiedendoci chi eravamo e parlando liberamente con noi. I vari giochi della serata seguivano il tema delle stagioni e ci hanno permesso di iniziare una conoscenza reciproca, mettendoci in gioco con il mimo e con balli interculturali divertenti.
Durante la festa è arrivato anche padre Franco, dei missionari saveriani di Zelarino. Accolto con entusiasmo, come persona già nota, ha cominciato subito a scherzare con quei giovani e a giocare con loro. Alle 23,30 il missionario ci ha invitato a vivere insieme un momento di preghiera. La proposta ha colto di sorpresa anche noi.
Gli auguri in tante lingue
Ci siamo disposti in cerchio con i ragazzi: molti musulmani, alcuni ortodossi e cattolici. Dopo un minuto di profondo silenzio per la preghiera personale, noi cristiani abbiamo pregato il "Padre nostro"; poi un ragazzo afghano con altri musulmani hanno pregato la sura coranica "Al Fatiha".
Questo ci ha permesso di pregare assieme il Creatore di tutti, ringraziandolo per ciò che abbiamo ricevuto nell'anno passato e per chiedere il suo aiuto per il nuovo anno. Così la preghiera ha reso più solida la nostra reciproca conoscenza e amicizia.
Ci siamo scambiati gli auguri nelle varie lingue e, infine, il grande "evviva" al 2013, festeggiato con panettone e analcolici e un "grazie" in ebraico, arabo e italiano: Alleluia! Alhamdulillah! Grazie a Dio!








