Campi estivi per tornare umani
Quella del campo di lavoro missionario è sempre una bella esperienza di incontro con il mondo giovanile, con la sua diversità, la sua esuberanza, la fede che traballa, la ricerca della verità. Gli educatori navigano a vista tra anime inesperte e imprudenti, che talvolta scambiano la maleducazione e l’impertinenza come segni di forza.
Tutto questo fa parte del gioco, all’interno del quale la famiglia saveriana decide di calarsi per vivere un tempo di testimonianza, camminando accanto ai ragazzi, invitandoli a vedere con occhi nuovi la realtà che ci circonda, seminando propositi di intercultura e mondialità, annunciando, con la vita, la Parola che salva.
In occasione del campo di lavoro a Salerno città, insieme a 40 ragazzi tra i 12 ed i 17 anni, abbiamo aderito alla campagna #solidarietàeuropea, per chiedere a gran voce ai governi europei di condividere le responsabilità sull’accoglienza, cambiare il regolamento di Dublino e aprire vie legali e sicure d’accesso. Ovviamente, il gesto di riprodurre la barchetta di carta è stato anticipato dalla presentazione della situazione italiana dei porti chiusi, del blocco delle navi ong, nell’intento di promuovere lo stile evangelico dell’accoglienza che ci fa riscoprire fratelli.
In occasione del campo di lavoro, presso alcune parrocchie della forania di S. Cipriano Picentino, insieme a 100 ragazzi, abbiamo detto STOP alla "emorragia di umanità", accogliendo l'appello di don Luigi Ciotti che ci ha invitati a indossare una maglietta rossa, come quella dei tanti bambini che muoiono nel Mediterraneo, mentre l'Europa non affronta in modo politicamente degno il fenomeno migratorio, colpevolizzando chi presta soccorso in mare o chi desidera promuovere un'accoglienza capace di coniugare solidarietà e sicurezza. Per questo, lo slogan era: "torniamo UMANI". Gli scatti che hanno immortalato i nostri visi e il nostro impegno, sono stati condivisi in rete. Abbiamo aderito alle mobilitazioni on line, fornendo ai ragazzi una lettura della realtà, illuminata solo dalla Parola di Cristo, ricordando che siamo chiamati a essere cristiani in ogni contesto che abitiamo.







