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Quest’anno celebriamo la quaresima in cammino sinodale. “Indite un’assemblea solenne”, proclamava il profeta Gioele (2,15) il mercoledì delle Ceneri. Tutta la Chiesa è chiamata a mettersi in cammino verso l’assemblea del Popolo di Dio. Tutti in sinodo con le Chiese del mondo.

I vescovi delle diocesi di Romagna hanno aperto questo cammino che coinvolge tutta la Chiesa dentro e fuori le mura. Chiedono di ascoltarci gli uni gli altri, per sentire i suggerimenti dello Spirito Santo che orienta i nostri sforzi nell’annuncio della perenne novità del Vangelo.

“Tutti in ascolto per comprendere che cosa lo Spirito ci sta dicendo, una risposta provvidenziale in questi giorni difficili per la chiesa e per la società” (mons. Andrea Turazzi, San Marino-Montefeltro). “Se non c’è lo Spirito, non ci sarà sinodo” (mons. Giovanni Mosciatti, Imola). “Lasciamoci sorprendere da Dio” (mons. Livio Corazza, Forlì-Bertinoro). “Dobbiamo camminare insieme oltre i conflitti, i campanilismi e i pregiudizi” (mons. Lorenzo Ghizzoni, Ravenna-Cervia). “Ci è chiesto di imboccare il sentiero di una vita evangelica, idonea nel contempo a trasformarsi nelle forme storiche più adatte” (mons. Francesco Lambiasi, Rimini). “È necessario “percorrere la strada del servizio; la chiesa infatti è un popolo unito dalla carità” (mons. Douglas Regattieri, Cesena-Sarsina). “Il sinodo è un’opportunità per riaccendere la passione missionaria e pastorale” (mons. Mario Toso, Faenza-Modigliana).

Il cammino sinodale è iniziato. Coinvolge tutti. Interessante l’iniziativa di un gruppo di amici di scuola superiore nel Montefeltro. Da circa 25 anni, si radunano per una cena conviviale e qualche chiacchiera sullo svolgersi della loro vita. Quest’anno hanno deciso di incontrarsi per affrontare i temi del Sinodo nella casa di Cecilia. C’è stato un confronto cordiale e vivace, pur nella cambiata sensibilità religiosa dei singoli individui. È arrivata l’ora di cena, ma il confronto è durato durante e oltre alla cena fino a mezzanotte. Si sono salutati manifestando il desiderio di ritrovarsi ancora una volta e rilanciare la proposta agli assenti.

In un incontro a Cesena, il vescovo ha chiesto ai presenti di proporre un’immagine per il cammino sinodale. Una tra tante: “Pensando ad un discorso sinodale al camminare insieme, mi viene in mente un’immagine a me cara e un po’ poetica, ed è quella di una cordata sui sentieri in montagna nelle Dolomiti. La meta da raggiungere era comune. Si partiva insieme, poi c’era chi era avanti, chi rimaneva indietro. Altri li aspettavano, alcuni aiutavano a portare lo zaino, chi intonava timidamente un canto, chi lamentava il dolore ai piedi. Ma, con pazienza, aiutandosi si continuava a camminare verso la meta.

La tentazione può essere quella di accelerare i tempi e le decisioni. Mentre, mi pare, ci sia qualche fatica. Siamo bloccati a volte nei nostri schemi. Certo, non è facile entrare nelle realtà di altre comunità, non è facile fare comunione, perché non significa pensarla tutti allo stesso modo. E non sempre si riesce a mettere insieme le diversità, ad ascoltarsi e a trovare un punto d’incontro. Con la nostra buona volontà, facciamo fatica, se non è il Signore il collante. Dare tempo e spazio all’ascolto significa compiere piccoli passi e creare buone relazioni che daranno nuova freschezza.

Prendo in prestito una frase del Servo di Dio diacono Consilio, che ripeteva quando parlava del servizio agli anziani e agli ammalati: “Entrare nelle case in punta di piedi”. Credo possa andare bene anche per un cammino sinodale, ha suggerito Lina. La Pasqua è vicina. Camminiamo insieme.



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