Camminando, predicate dove nessuno è andato
I vescovi del Sud Sudan hanno lanciato un urgente appello per avere nuovi missionari, pronti e disposti a predicare il vangelo di Cristo tra le popolazioni più isolate e abbandonate. Per esplorare il terreno, il nostro superiore generale, p. Luigi Menegazzo, ha proposto al vescovo emerito di Makeni (Sierra Leone) mons. Giorgio Biguzzi, di recarsi in visita e prendere i primi contatti.
Da settembre a novembre del 2014, il visitatore ha compiuto il viaggio esplorativo, incontrando i vescovi, i sacerdoti, i missionari, le religiose che vivono in quella nazione, e ha potuto rendersi conto di persona della vitalità della chiesa sud sudanese, accompagnata da difficoltà e problematiche, come del resto avviene un po’ dovunque nella chiesa missionaria.
Fino al 1964, gli unici missionari in Sudan erano i comboniani, che in quell’anno furono tutti espulsi dal governo di Khartoum. Tornati poi ai loro posti, subirono controlli e restrizioni, come pure alcuni vescovi, sacerdoti e catechisti. Il Sud Sudan, divenuto Stato indipendente in seguito al referendum dal 9 luglio 2011, riconosce ora il ruolo importante delle chiese (cattolica, anglicana e protestanti) per il benessere globale della società, per la riconciliazione e lo sviluppo.
Le congregazioni religiose attualmente presenti in Sud Sudan - con personale estero e locale - sono numerose: ben 45, di cui 30 femminili e 15 maschili. Purtroppo, la maggioranza di queste congregazioni creano e mantengono le loro istituzioni a Juba o nei dintorni della capitale, nella parte meridionale del Paese. Vaste zone, invece, non hanno a disposizione personale religioso e sono abbandonate, fino al punto di non aver mai avuto la visita di un sacerdote o di una suora.
Per questo, l’appello dei vescovi sud sudanesi non è per avere “religiosi generici”, ma “missionari”, che si mettano in cammino per predicare il vangelo di Cristo tra coloro che ancora non lo conoscono. “Il potenziale di evangelizzazione è enorme”, afferma mons. Biguzzi, che ringraziamo di cuore per i “racconti” che ci ha messo a disposizione, con animo missionario.








