Cambiare si può e dobbiamo
Tutte queste problematiche del Congo sono state portate a conoscenza attraverso un filmato che ritrae i congolesi durante una giornata di sfruttamento nelle miniere. È un filmato prezioso, perché normalmente nessuno riesce a immortalare legalmente tali procedure; sono aspetti che devono rimanere nascosti! I grandi padroni dei mass-media mondiali hanno creato un vuoto totale di informazione sul coltan.
Senza troppi sforzi
I Paesi ricchi guadagnano immensamente da questa situazione, senza alcuno sforzo, né per costruire vere miniere con attrezzature atte all’estrazione, né per la protezione dei minatori. Solo pagando il Ruanda, il coltan arriva alle multinazionali! E come se non bastasse, i “grandi signori” negano di aver sfruttato le risorse di un Congo abbandonato al caos, ai massacri e alle guerre dimenticate.
Così, in uno stato ricco vive un popolo impoverito dall’egoismo dei paesi industrializzati, con la complicità dei politici locali.
Questa tendenza è iniziata con il progetto della nuova politica americana per l’Africa, l’Agoa (African growt and opportunity act), che il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton presentò al Congresso. Era il 1990 e da allora nessuno ha avuto il coraggio e la determinazione di scrivere la parola “fine” a quest’incubo nel cuore del continente africano.
Potrebbe essere un po’ anche colpa nostra, se non reagiamo. Le multinazionali sostengono questo stato di cose, altrimenti l’economia crolla. È il caso di dirlo: il cellulare grida e il computer urla…
Limitarsi all’essenziale
L’obiettivo dell’incontro con p. Carmelo è stato quello di incoraggiarci a denunciare le realtà negative, informando, diffondendo, ragionando. Inoltre, dobbiamo saper reagire al consumismo sfrenato che proviene anch’esso dai “grandi signori del mondo” e spinge a comprare tanti prodotti (a volte contaminati)…
Possiamo limitarci all’essenziale, a ciò che costituisce il vero progresso, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore. Cambiare si può, cambiare dobbiamo!
Costruire un futuro senza povertà ed esclusione, ma con più fraternità, dipende anche da noi! Se il mondo non cambia, c’è da temere che, nel caso del coltan, la fine dei conflitti in Congo si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie. E poi guerra e distruzione potrebbero concentrarsi in Amazzonia, dove è stato scoperto un nuovo giacimento di coltan.







