C’è qualcosa in più nella vita
Simon è un giovane della Sierra Leone; ha sentito il fascino della vita missionaria e sta ora studiando teologia a Parma, per prepararsi al sacerdozio. Ci regala una riflessione personale, che apprezziamo.
La Pasqua è passata e nella vita c'è qualcosa in più. C'è qualcosa in più quando Gesù Cristo nel vangelo ha rifiutato le tentazioni di questo mondo per scegliere il regno di Dio.
C'è qualcosa in più quando il nostro fondatore, il santo Guido Conforti, si è consacrato con i voti di castità, povertà, obbedienza e missione, per annunciare il vangelo dove il Cristo non è ancora conosciuto per la gloria di Dio e la salvezza del suo popolo.
Servitori del vangelo
C'è qualcosa in più quando i primi missionari saveriani sono partiti per la Cina, inviati da mons. Conforti, pochi anni dopo aver fondato l'istituto per le missioni estere a Parma. C'è qualcosa in più anche quando i primi missionari saveriani dall'Italia sono arrivati nella diocesi di Makeni in Sierra Leone, sessant'anni orsono.
Da allora, continuano a essere presenti al servizio della povera gente: impegnati a predicare il vangelo, nella giustizia, nella pace, negli ospedali, nelle scuole, nell'università, nella formazione, nel dialogo interreligioso, grazie soprattutto alla loro testimonianza di vita.
È una testimonianza viva, presente in tutti i paesi dove vivono e lavorano: Congo e Burundi, Camerun e Ciad, Mozambico e Sierra Leone; Indonesia e Giappone, Filippine e Bangladesh, Taiwan e Cina; Colombia e Messico, Brasile sud e Amazzonia; Stati Uniti d'America e Gran Bretagna, Spagna e Italia.
Il mondo, una sola famiglia
C'è qualcosa in più quando alcune persone sono state uccise per il regno di Dio come i martiri, i santi, e tutti coloro che non sono ancora ufficialmente beatificati dalla chiesa, ma che hanno donato la propria vita per servire l'umanità.
C'è qualcosa in più quando abbiamo visto in Italia tanti amici e benefattori che sostengono le attività missionarie e aiutano tante persone bisognose nel mondo intero.
C'è qualcosa in più quando abbiamo visto la bella testimonianza dei nostri missionari anziani e malati, nella casa madre di Parma e nelle altre comunità, impegnati nell'apostolato della preghiera e della sofferenza, ancora a servizio del vangelo con umiltà e nella debolezza.
C'è qualcosa in più ogni volta che qualcuno comincia a pensare alla pace e alla giustizia, a impegnarsi per il bene di tutti, senza guardare ai confini dei propri interessi, per "fare il mondo una sola famiglia...'', come mons. Conforti sognava e voleva.
Il regno di Dio dovunque
Ho sempre ammirato le persone che pensano ai poveri e agli emarginati, ai malati e ai moribondi, ai vecchi e ai bambini, ai giovani e agli orfani, alle vedove e ai sofferenti nello spirito. Ammiro anche coloro che pensano alla giustizia e alla pace, con il coraggio di andare avanti facendo il bene e facendo ritrovare la dignità umana alle persone. Ammiro coloro che cercano di stare con gli altri nonostante la diversità, collaborando a impegnarsi tutti insieme per raggiungere un obiettivo comune.
Nella vita c'è qualcosa di più dei soldi e del potere, della celebrità e dell'interesse egoistico, delle divisioni e delle guerre, dell'indifferenza e del tribalismo...
C'è il regno di Dio, che deve risplendere dovunque e in tutti. "Venga il tuo regno, Signore!".








