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Padre Pierfrancesco Agostinis, ordinato il 13 settembre scorso a Parma, assieme ai due salernitani Giovanni Gargano della parrocchia di Madonna di Fatima e Alfonso Apicella della frazione di Pregiato di Cava, è entrato a far parte della nostra comunità, come nuovo incaricato dei giovanissimi. È nato in un piccolo paese della Carnia (Udine) nel dicembre 1969. Molto legato ai suoi monti, quando ne ha l'opportunità molto volentieri ama scalare le vette e arrampicarsi come esperto rocciatore su pareti impervie e rocciose. "Viene dalla gavetta".

È l'espressione familiare che usiamo noi Saveriani per dire che uno è entrato da piccolo e ha fatto tutto il normale cammino formativo: Medie, Scuole Superiori, Noviziato, Filosofia e Teologia. Padre Pierfrancesco ha lasciato il suo paese per entrare nella Casa saveriana di Udine, quando incominciò la scuola Media ed è passato così in varie Case: Zelarino, Ancona, Parma.

Nell'ambiente di disagio giovanile

Durante gli anni di Teologia ha fatto un'esperienza particolarmente impegnativa e sofferta nell'ambiente del disagio giovanile: tossicodipendenti e ragazzi di strada. Un'esperienza che lo ha preparato ad affrontare quella ancora più difficile della missione. È stato due anni in Congo, ancora studente, in un periodo di guerra e tensioni.

"La missione è un grande dono - ci dice testualmente. - Due anni, un tempo breve, duro, ma sostanzialmente positivo. Sono rimasto commosso tante volte dalla capacità di quella povera gente di sperare con tenacia e della loro  ben nota capacità di accoglienza. Ci facevano sentire come a casa nostra, facendo il possibile per non far pesare su di noi anche  le situazioni più drammatiche. Prego, e spero per loro un futuro migliore anche se per ora difficile a immaginarsi.

Con i giovani e giovanissimi di Salerno

In luglio e agosto è venuto p. Agostino qui per prendere contatto con p. Gabriele,  al quale succede, e con i giovanissimi seguiti in questi anni. Ha voluto prendere parte anche ai due Campi di lavoro organizzati in favore delle missioni di Bolanio e Agropoli. Gli è piaciuto molto la facilità dei giovani nostri amici di realizzare in breve tempo una generosa e impegnata convivenza come richiedono i Campi di lavoro dove gli straordinari sono ordinari.

Lo chiamano semplicemente Pier: piace a loro questo nome, questo saluto, e piace anche a lui, schivo di qualsiasi atteggiamento di superiorità e di distanza. Un suo hobby è la musica; Pier ama molto la musica e suona bene pianoforte, fisarmonica e chitarra.

Caro Pier, sii il benvenuto tra noi. Ti auguriamo di trovarti a tuo agio; preparati a suonare qualche volta canzoni napoletane. Suonando "O Sole mio" con questi simpatici amici rivivrai l'atmosfera dei tuoi monti.



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