Albania, vivere per raccontare
I partecipanti al progetto “Albania” si raccontano. Iniziamo in questo numero la pubblicazione delle loro testimonianze.
Ho conosciuto un’Albania bella, attraverso le vite e i racconti delle persone incontrate. È un paese che lotta, spera, lavora, progetta, anche contro una maggioranza che sembra avere altri interessi e obiettivi.
Si può fare del bene ovunque, essere sale e lievito. Questo è compito dei cristiani: proporre miglioramenti per il bene di tutti, specialmente dei deboli, consapevoli di fare la nostra parte. Per il resto, ci pensa Lui. Sono partita perché credevo di essere pronta per vivere questo progetto di condivisione, anche “lottando” con le resistenze familiari e della comunità dove vivo. Desideravo affidare davvero la mia vita alla volontà di Dio. Finora, ho cercato di essere una buona cristiana, laboriosa, disponibile, curiosa di apprendere, in cammino. Ma poi ho letto tutto questo come un tentativo di riempire il mio ego, nell’illusione di accrescere la mia fede.
Quanto raccontava p. Andrea sull’esperienza missionaria, mi sembrava andasse in questa direzione: lo Spirito di Dio e la sua Provvidenza permettevano di raggiungere obiettivi, anche quando sembrava impossibile. Ho percepito questa consapevolezza in tutte le comunità che abbiamo visitato in Albania.
I “miracoli” si realizzano oltre i sogni di chi accetta l’incarico di mettersi in gioco, di chi inizia o ha iniziato un cammino di accoglienza, di servizio e vicinanza. La fatica più grande è proprio questa: renderci conto che, qualsiasi progetto noi decideremo di sostenere, promuovere, far partire, non ha bisogno solo di una perfetta programmazione e organizzazione, ma della nostra capacità di lasciar parlare Dio attraverso di esso.
Il pannello dell’ingresso al Museo-carcere di Scutari, tradotto in italiano, recita: “Terra nostra che sei aperta come un cratere gigante. Gola di una tomba che cercava con la rabbia di inghiottire tutti coloro che volevano salvarsi dal terribile inferno, dove non c’era nient’altro che il pianto e il crepitio dei denti. Vivere per raccontare” (Zef Pllumi).
Il Laboratorio di Missione e Condivisione-progetto Albania prosegue con il gruppo che ha vissuto il viaggio nel febbraio scorso. “C’è qualcosa di più grande” è stata la serata-incontro per raccontare le emozionanti esperienze vissute dai partecipanti. Gli incontri continuano, per sviluppare il progetto, presso l’oratorio di Buttrio, e si alternano a incontri Skype in diretta con l’Albania. Chi è interessato può rivolgersi a: p. Andrea (380 3848078; andreasxit@yahoo.it); Rita Silvestri (340 6175030; ritasilve46@gmail.com).







