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Accanto ai lebbrosi: il buon samaritano li cura con amore

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Due lebbrosi guariti

Alfredo è papà di 6 figli. Ha 46 anni e fa il contadino nel suo villaggio di Kassandja, in Angola. Un giorno si è accorto di avere delle macchie sul corpo. Il dottore del villaggio gli aveva dato alcuni tubetti di pomata, ma non producevano miglioramenti. Decise allora di adottare i rimedi tradizionali, ma niente da fare. Alla fine, si recò all'ospedale di Chiulo. Dalle analisi di laboratorio risultò lebbra. Alfredo diventò triste: chi mi ha contagiato? Ci sarà una cura efficace? Cosa diranno i figli, la moglie?

L'infermiera lo rassicurò. Gli mostrò anche alcune foto di pazienti che erano stati curati. Ma come reagirà la famiglia? L'infermiera volle vedere la famiglia e spiegò bene ogni cosa: “Vedrete che non resterà neppure un segno della lebbra; l'importante è fare bene la cura!”. Alfredo ora vive con la sua famiglia, va regolarmente ai controlli, continua a lavorare i suoi campi.

Rhoda è del villaggio di Bandi, sul lago Vittoria, in Kenya. Non è mai andata a scuola perché suo padre voleva che lei lavorasse nei campi; andare a scuola era un perditempo... Così lei lavorava la terra e portava gli animali al pascolo. Era ancora una ragazza quando seppe di essere lebbrosa. Nonostante questo, un vedovo con tre figli e molto più vecchio di lei volle sposarla. Per curare la lebbra gli avevano consigliato una tisana di foglie e altri miscugli... “Le suore sono brave e la medicina che danno è buona. Sono queste le medicine da prendere per curarsi dalla lebbra”, dice Rhoda con un sorriso.

Chiara, laica missionaria in Congo

“A sette anni decisi di fare il medico per aiutare i poveri”, dice Chiara Castellani. Poteva essere uno dei tanti slanci di generosità che i bambini hanno. Invece è stato il programma della sua vita. Laureata in medicina all'università del Sacro Cuore a Roma, si specializza in ginecologia. A 27 anni parte per il Nicaragua, dove resta sette anni, tra i pericoli della guerriglia. Le sue lettere dal Nicaragua sono raccolte nel libro “Carissimi tutti”: sono piene di speranza e di laboriosità paziente.

Nel 1989 rientra dal Nicaragua. Rinuncia all'offerta di lavorare per le Nazioni unite perché “il mio posto è là tra i poveri, tra coloro che non hanno mai avuto la fortuna di vedere un medico”. In Congo, è vittima di un grave incidente stradale e perde il braccio destro. Chiara trova la forza di andare avanti: impara a scrivere con la sinistra, a usare la protesi, e quando questa non basta, si fa aiutare dal braccio delle sue infermiere.

Oggi Chiara ha 46 anni e lavora a Kimbau, in Congo, come missionaria laica. Collabora con l'Aifo, l'associazione italiana Amici di Raoul Follereau ed è responsabile dei servizi sanitari di base con una piccola équipe sanitaria in un territorio più grande del Belgio. L'obiettivo è garantire un'assistenza sanitaria adeguata ai bisogni della popolazione, con particolare attenzione ai gruppi ad alto rischio. Per questo una delle attività principali è la formazione del personale sanitario locale, che consenta gradualmente un buon servizio al maggior numero di famiglie possibile.

Padre Emidio, vicentino in Angola

Padre Emidio Demeneghi, sacerdote vicentino di 65 anni, dal 1968 è missionario in Angola. Nel 1994, in ambiente di guerra, incomincia ad occuparsi dei lebbrosi dando inizio ad un'attività che è proseguita con la nascita del progetto AIFO.

Dal 1998, infatti, l'AIFO collabora in Angola con il ministero della Sanità locale al programma nazionale di controllo della lebbra. Durante la guerra, il programma nazionale non poteva estendere le sue attività in tutto il Paese perchè vaste zone di territorio si trovavano sotto il controllo delle forze ribelli, mentre la popolazione s'ammassava vicino alle grandi città in cerca di rifugio. Per questo, l'Aifo ha scelto come sede di lavoro la capitale Luanda, dove è presente il maggior numero di sfollati.

Il progetto si propone di migliorare la qualità del trattamento per tutti i malati, d'aumentare la copertura geografica e la distribuzione del trattamento specifico contro la lebbra, di promuovere la formazione del personale sanitario locale, di migliorare l'efficacia e l'efficienza dei servizi di cura e di promuovere la reintegrazione degli ex malati nella società. Nel 2003 i malati di lebbra erano 383. Fino ad oggi sono stati diagnosticati 1.064 casi di lebbra su una popolazione di circa 80.000 abitanti. Sono 850 le guarigioni comprovate clinicamente, 96 gli abbandoni causati dalla guerra e 20 i decessi registrati. Attualmente la lebbra è in regresso.

Il progetto si basa sulla visita periodica ai malati sparsi in 85 villaggi, realizzata da una piccola équipe mobile. Nel 2003 sono stati avviati corsi di formazione professionale in calzoleria, taglio e cucito, carpenteria, meccanica di biciclette e agricoltura. Lo scopo è trasformare il lebbrosario di Funda in un centro di formazione professionale per l'integrazione sociale dei vecchi malati.

Il Saverio reggino alle Comore

A Reggio Calabria nel 1940 è nato Saverio Grillone. Laureato in giurisprudenza e poi specializzatosi in psicologia, Grillone si è occupato del programma della lebbra fin dagli inizi della sua attività lavorativa, tanto da laurearsi anche in chirurgia ausiliaria. È stato dirigente dell'Azione Cattolica Italiana e ha lavorato per la cura e la riabilitazione dei lebbrosi in Eritrea.

Dal 1980 è rappresentante dell'AIFO alle isole Comore dove opera, tra l'altro, nella lotta contro la lebbra e la tubercolosi (più di 3.000 malati curati e guariti in 26 anni d'attività) presso l'ospedale di Hombo a Anjouan.

Collabora alla ricerca scientifica per la lebbra e tubercolosi con l'Istituto di Medicina Tropicale di Anversa (Belgio) e ha pubblicato importanti articoli scientifici sulla chemioterapia della lebbra.

Le isole che formano l'unione delle Comore sono situate all'ingresso del canale del Mozambico nell'oceano indiano, a trecento chilometri dal Madagascar e dall'Africa. Sono indipendenti dal 6 luglio 1975 e l'attuale governo (Unione delle Comore) è stato costituito nel 2001. La popolazione è suddivisa su tre isole di origine vulcanica. In campo sanitario manca un'adeguata organizzazione dei servizi di base, soprattutto nelle zone rurali, e il sistema sanitario dell'Unione delle Comore si trova in una situazione d'estrema difficoltà (tre ministeri della sanità, uno per ogni isola autonoma).

Il governo ha richiesto ufficialmente l'intervento dell'Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO). Attualmente, è in fase di sviluppo un progetto di sostegno ai programmi di salute di base (incluso il controllo della lebbra e della tubercolosi) nel distretto di Pomoni, nell'isola di Anjouan.



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