A Babele non succede niente
Mi è stato detto: "Perché non fai una riflessione su economia e finanza, banche e chiesa, sulla linea di papa Francesco?". E perché no? Inizio a cercare su internet qualcosa di papa Francesco, sempre attuale e dirompente, e m'imbatto felicemente nell'omelia di Pentecoste.
Spiegando l'episodio della torre di Babele in cui, "se cadeva un mattone era un dramma; se cadeva un operaio non succede niente", il papa fa una sconcertante similitudine con il nostro presente: "Se calano gli investimenti nelle banche è considerata una tragedia; ma se la gente muore di fame non succede niente". Effettivamente, per salvarsi il mondo ha bisogno d'altro, di un altro tipo di testimonianza: "una chiesa povera e per i poveri va contro questa mentalità", ricorda papa Francesco.
L'amico missionario laico
Mi vengono in mente le parole di un amico, un missionario un po' speciale: un laico partito 40 anni fa per l'Ecuador e là è rimasto, si è sposato e ha deciso di vivere la sua vita a fianco dei poveri. Lo considero un grande missionario: un uomo di fede e di grande umanità, che si è inventato una missione speciale e originale: aiutare i poveri nel loro riscatto umano, spirituale e materiale, a partire proprio dalla finanza. Si chiama Bepi Tonello. È direttore del "Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio", nato negli anni ‘60 proprio su ispirazione della famosa enciclica.
Parlo di Bepi perché per me è una di quelle persone che incarna quello che dice il papa. Alcuni mesi fa è venuto in Italia. Tra i tanti giri, è venuto anche nella banca dove io lavoro. Ci ha detto: "Fino a quando in Europa saremo preoccupati dei beni esterni, dimenticandoci di far crescere il bene che sta dentro a ogni persona, fino a che ci preoccupiamo dello spread anziché della vita e della persona, continueremo a essere tutti più poveri e soprattutto la crisi non passerà. Se questa crisi, invece, aiuterà l'Occidente a vivere con maggiore sobrietà e a recuperare il primato della persona, il senso della solidarietà e delle relazioni umane..., allora sarà stata di aiuto a tutti.
In Ecuador, con i campesinos delle Ande, stiamo cercando di vivere queste cose. Pensiamo allo sviluppo della persona, perché il regno di Dio è anche questo: vita piena per tutti, che significa volersi bene, essere felici e vivere in pace". Mi reputo fortunato ad aver conosciuto persone generose come Bepi.
Per una chiesa più credibile
Penso che la finanza debba recuperare la sua dimensione originaria. Nata all'interno del pensiero francescano, non aveva nulla a che fare con la speculazione e il profitto fine a se stesso, ma era strumento per la felicità. Tutti noi cristiani e missionari dobbiamo lasciarci interrogare dalle parole di papa Francesco, anche su un uso etico e responsabile del denaro e delle finanze.
Sono convinto che la chiesa diventerà più credibile quando si rimetterà sulla strada indicata dal papa. Tanta gente critica la chiesa per il troppo arricchimento, per la sua partecipazione diretta all'interno del sistema bancario (vedi IOR)... Oggi papa Francesco sta dimostrando che è possibile avere orizzonti nuovi e percorrere strade nuove, seppur faticose. E lo sta facendo. Anche per questo il papa piace alla gente...
Ma è anche un personaggio scomodo (come lo è Gesù) perché non ci permette di cullarci sulle nostre comodità ma ci interpella a scelte esigenti, coerenti e scomode. A tanti vescovi e preti le parole di papa Francesco non piacciono. Forse piacciono di più alla gente come noi, ma non per questo sono meno esigenti anche nei nostri confronti.
Pensare al bene comune
Come impiegato in banca, mi sento interpellato dalle provocazioni del papa. Sono convinto che noi cristiani recupereremo credibilità agli occhi dei non credenti e di chi è contrario alla chiesa, se siamo capaci di recuperare sobrietà e dare il giusto valore al denaro e ai risparmi. Non più solo come strumento di accumulo e di rendita, ma come strumento da impiegare per il bene comune.
In questo senso, anch'io mi sento un po' missionario nel mio lavoro perché ho la fortuna di occuparmi di progetti che, all'interno di una banca di credito cooperativo, offrono la possibilità di usare il proprio risparmio in modo etico, per finanziare progetti che promuovono il bene comune.
A chi vuole approfondire e decide di passare dalle parole ai fatti, lascio un riferimento: caiman99@libero.it








