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24 Ott. San Paolo: Il coraggio di prendere il largo

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San Paolo fuori le Mura, 24 ottobre 2011: omelia di mons. Biguzzi, vescovo saveriano di Makeni, in Sierra Leone, durante la Messa di ringraziamento, con la professione perpetua di otto giovani saveriani.

Il Signore ha parlato per bocca di Benedetto XVI che ha proclamato "santo" il vescovo Guido Conforti. Per tutta la chiesa, ma soprattutto per l'arcidiocesi di Ravenna, dove Conforti ha iniziato il suo ministero episcopale, per la diocesi di Parma, di cui san Guido è stato figlio e pastore, e per la congregazione saveriana, di cui è stato padre e fondatore, sono giorni di grande gioia, di ringraziamento al Signore e di rafforzamento della nostra appartenenza e identità ecclesiale, della nostra vocazione sacerdotale, missionaria e religiosa.

Semi da far germogliare

L'iscrizione di Guido Conforti nell'albo dei santi non significa aggiungere un quadro in più nella galleria dei santi, ma è una grazia a noi donata per crescere. I santi non sono un museo da visitare e ammirare; sono un modello da imitare, un appello alla revisione di vita, una grazia per la nostra trasformazione in Cristo nel tempo e nel mondo in cui viviamo. Anche san Guido aveva rivolto a tutti il richiamo alla santità già nel lontano 1913: "Dobbiamo aspirare a essere santi; vivere di quella vita divina, per meritarci la quale Gesù è disceso dal cielo".    

La canonizzazione di mons. Conforti non offre a noi la santità preconfezionata. Ci offre semi da far germogliare e crescere nella nostra vita e nel nostro tempo. Ci offre semi per farci crescere nella vita buona del vangelo, per far crescere la pace, la giustizia e la fratellanza universale.

Cristo, centro di ogni pensiero

Conforti ha vissuto una vita pienamente inserita nel suo tempo. Ne ha seguito l'evolversi, ne ha vissuto le lacerazioni e le incertezze. Ha raggiunto la santità orientando tutta la sua vita verso il centro dell'esistenza cristiana, cioè Cristo: "in omnibus Christus - in tutto e in tutti Cristo". La santità germoglia e cresce qui. Per Conforti il "vedere Dio, cercare Dio e amare Dio in tutto" si realizzava in un amore intenso per Cristo, che è il centro di ogni suo pensiero e affetto.

Conforti, fin da piccolo, era entrato in colloquio con Gesù Crocifisso e, come scrive san Paolo, "quando abbiamo capito che Cristo è morto per tutti, l'amore di Cristo ci spinge perché coloro che vivono non vivano più per se stessi, ma per Colui che è morto e risorto per tutti" (cfr 2Cor 5,14-15). La vocazione missionaria di Conforti sgorga da questa constatazione e diventa il programma dei missionari da lui voluti: "caritas Christi urget nos - la carità di Cristo ci spinge!". Tutti devono poter conoscere e amare Cristo, finché si faccia del mondo una sola famiglia che abbracci l'umanità.

Lo stile del buon pastore

Come annunciare Cristo a questo mondo? La Parola di Dio, che risuonava nel cuore di Conforti, ci dà questa risposta: con la potenza del Cristo Crocifisso, che agisce attraverso gli umili ed è presente nei poveri. Lo stile pastorale e missionario di san Guido si è svolto nella sequela di Cristo Crocifisso: non con atti esternamente eroici, o parole e gesti profetici, ma con l'eroicità del quotidiano, la profezia della vita, l'incisività della fede, la fedeltà dell'amore. Per questo è stato detto che Conforti è un santo "normale, ordinario".

L'amore, la pazienza e la fedeltà nell'ordinario stanno lì a ricordarci che anche noi possiamo e dobbiamo esserne capaci. È una santità alla portata di tutti e tutti ci interpella. San Guido è stato un modello di pastore imitabile.

Come Cristo Buon Pastore, ha condiviso la vita con il suo popolo, ne ha conosciuto la voce, lo ha difeso nei pericoli, si è preoccupato dei lontani. Per lui la gente non era una massa; erano i suoi figli, anche quelli dispersi, ribelli o lontani. La sua ansia pastorale, la sua passione missionaria, la sua vita di preghiera e la sua devozione a Maria, il suo zelo, tutto sprigionava dalla sua immersione in Cristo: Cristo tutto e in tutti.

"Qualcosa di più grande..."

Nel 1925, parlando ai giovani di Parma, san Guido Conforti disse: "Non vengo a sollecitare il vostro obolo. Vengo a proporvi qualcosa di ben più grande. Se il Signore lo vuole, se vi sentite capaci di tanto, vengo in nome di Dio a domandarvi il sacrificio delle vostre giovinezze, del vostro ingegno, delle vostre energie e degli affetti più legittimi e cari".

I giovani missionari che oggi hanno detto il loro "sì" a Cristo hanno accolto la proposta del Conforti per "qualcosa di più grande". Oggi, la proclamazione della santità di Conforti propone ai giovani e a tutti noi questa "cosa più grande": vivere la vocazione alla quale Dio ci ha chiamati con maggiore radicalità e più grande amore.

Scriveva Saint-Exupéry: "Se vuoi costruire una barca (e la chiesa è una barca che deve affrontare il mare alto) preoccupati sì di avere il legname, i carpentieri, i fuochisti, i mozzi di bordo; ma più ancora, se vuoi costruire una barca, preoccupati di dare a tutti la nostalgia del mare".

San Guido Conforti ottenga per tutti la nostalgia del mare e il coraggio di prendere il largo.



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