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Due studenti di Teologia di Parma, per tutto il mese di luglio, sono stati nella casa saveriana di Vicenza: un congolese e un indonesiano. I loro nomi non sono facili da memorizzare, anche se alla fine sono diventati familiari: Jean-Marie Ishara e Azist Servasius.

Sono venuti con lo scopo di conoscere la nostra comunità, di essere utili in qualche servizio, di vivere la missione in un nuovo ambiente. Ma le possibilità di incontri con parrocchie e gruppi sono state molto limitate, data la pandemia e le vacanze estive. I due giovani saveriani hanno aperto nella comunità una finestra e hanno fatto entrare aria nuova, ricca di speranza per il futuro della missione. Noi, anziani e nostalgici del passato, abbiamo intravisto in loro l’avvenire dell’annuncio del Vangelo con uno spirito moderno e forze fresche giovanili. I due sono stati un dono alla comunità, e ne siamo riconoscenti.

Da vari anni, i saveriani della comunità di Vicenza, durante l’estate, per due mesi sono richiesti e accolti con gioia nella parrocchia di Andalo, in montagna, nella provincia di Trento a più di mille metri d’altitudine. A turno di una settimana o di due, ci avvicendiamo in aiuto a don Giovanni, che è parroco durante l’inverno di 1.100 fedeli, ma che in estate ha più di 20.000 vacanzieri. A noi è dato l’alloggio nell’appartamento delle suore dell’asilo, che si sono ritirate da anni, e nel pomeriggio ci è chiesta la presenza in chiesa per il sacramento della riconciliazione e poi dell’Eucaristia. La gente, proveniente da varie parti d’Italia, ormai ci conosce e ne approfitta per incontrarci e, come qualcuno ci dice, per ritornare al Signore, per fare Pasqua e Natale, aiutato dalla bellezza della natura e dalla nostra presenza. 

Con il mese di settembre, riprendiamo le attività, ma con discernimento. Durante il Covid-19, in continua diffusione, ci domandiamo: Che cosa fare? Quali suggerimenti per una nuova animazione missionaria nel territorio? Tutto sarà come prima? Come è stato scritto: “Siamo di fronte a un mutamento radicale, che riguarda tutta la vita cristiana, la vita della chiesa e l’impegno missionario… Dio non è più interessante, non è più necessario per vivere bene, nella felicità”.

Riprendiamo le nostre attività nella continuità, con i vari gruppi: Giovani per la missione, Gruppo famiglie, Gruppo di amici dei missionari saveriani (GAMS), l’apertura al servizio nelle parrocchie che lo richiedono. Ma poi, a noi rimane il compito di vivere coraggiosamente la nostra missione e di aprire il cuore e la sensibilità a nuove modalità, attività e presenze.
In comunità avremo, nei primi giorni di ottobre, la programmazione, e a novembre il Capitolo dei saveriani della regione italiana, che si sarebbe dovuto celebrare in aprile. Chiediamo di non essere soli, chiediamo preghiera e suggerimenti a tutti voi, che avete a cuore il Regno di Dio e che sognate e vi impegnate per un futuro possibile.



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