Il significato del battesimo a Kitutu
Nella Pasqua di trent’anni fa, ero a Kitutu, in Congo RD. Il corso completo di preparazione al battesimo per i catecumeni si svolgeva nel giro di quattro anni. Nel 1993, i battezzandi nella parrocchia di Kitutu, erano quattrocento. Convocati nella parrocchia per quaranta giorni, per tutto il tempo della Quaresima, guidati dai loro catechisti con un programma molto intenso. Il rituale è suddiviso in cinque tappe, corrispondenti alle 5 domeniche di Quaresima.
La prima domenica di quaresima i catecumeni sono accolti ufficialmente da tutta la comunità cristiana e ricevono il segno della croce sulla fronte. La seconda domenica vengono toccati gli orecchi e le labbra dei catecumeni “Effatà”, cioè, apriti all’ascolto e all’annuncio (come fece Gesù con il sordomuto). La terza domenica è presentata la riflessione su Gesù acqua viva, il dialogo con la Samaritana al pozzo, seguita dalla preghiera di esorcismo. La quarta domenica, Gesù come luce del mondo, il vangelo del cieco dalla nascita, continua la preghiera di esorcismo. La quinta domenica (risurrezione di Lazzaro) conclude il rito con la preghiera di esorcismo.
Nella notte della veglia pasquale, i catecumeni ricevono il Battesimo. Tre azioni quotidiane diventano simboli per una riflessione spirituale, utile durante la quaresima. C’è bisogno di acqua anche per l'anima.
Il camminare sotto il sole cocente, fa sentire il bisogno di trovare dell'acqua per fare un bagno ristoratore. Nel bagno al fiume, ci sono tre azioni simboliche per un cammino spirituale quaresimale: chinarsi, lavarsi, rialzarsi.
Chinarsi: chi scende al fiume, china il capo e si immerge nell'acqua (ci si riconosce bisognosi di salvezza). Purificarsi: le “piaghe” nel cammino della vita sono portate via dalla “grazia”. Rialzarsi: chi si è immerso nell'acqua si rialza pulito, rigenerato, pieno di nuova energia per riprendere il proprio cammino.






