Il Museo cinese, un vero polo culturale
Con l’inaugurazione del 1° dicembre 2012, il museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma ha cambiato volto e si presenta oggi al pubblico con una radicale e ambiziosa ristrutturazione: un investimento nel campo della cultura, che ha come target privilegiato visitatori e scuole.
Nel corso degli anni, abbiamo visto una crescita delle presenze e l’allestimento di una mostra tematica annuale. Invitiamo tutti ad aggiungere qualche commento sulle pagine Facebook, TripAdvi-sor e Google Maps.
Il museo custodisce l'impegno dei saveriani per la cultura e la valorizzazione delle grandi tradizioni religiose e culturali a favore della Madre Terra e della mondialità. In questo luogo, si trovano la forte identità internazionale per il valore dei suoi materiali e la modernità delle soluzioni architettoniche ed espositive.
Parma è stata scelta come capitale italiana della cultura 2020. Per questo, i saveriani hanno considerato un’opportunità rilevante l’inserimento del museo nelle iniziative che coinvolgeranno vari enti culturali della città.
Fra le novità, ricordiamo un restyling del sito web www.museocine-separma.org; la creazione delle pagine Facebook, Instagram e altri social media; l’estensione di orari di apertura del museo (fino alle 19 ogni giorno, e anche la domenica); il biglietto di entrata (finora era a offerta libera); la creazione di un bookshop; l’introduzione di un nuovo staff didattico; l’organizzazione e il coordinamento di laboratori didattici; la diversificazione di collaborazioni, aprendosi anche a iniziative non strettamente missionarie.
Per adempiere il progetto di valorizzazione del museo e di altre realtà culturali saveriane, si è pensato di creare una Fondazione per promuovere l’importanza del messaggio interculturale attraverso l’arte cinese, oltre alle altre testimonianze culturali e antropologiche che i saveriani incontrano là dove sono presenti. L’obiettivo è un lavoro progettuale per avvicinare il pubblico all’offerta del Museo, in cui le storie dei popoli si contamineranno tra loro per raggiungere un messaggio di universalità, senza confini, né barriere.
È un nuovo capitolo per noi, come congregazione.
Con fiducia e intraprendenza, speriamo di lavorare in rete. “Nessun uomo è un’isola” scriveva John Donne, ripreso da Ernest Hemingway nel suo romanzo “Per chi suona la Campana”. La nostra congregazione ha molto da dire al mondo d’oggi, soprattutto in fatto di incontro con culture diverse. Viviamo in funzione degli altri e ogni cosa che facciamo si ripercuote, anche se forse non ce ne rendiamo conto, su tutto quanto ci circonda, appunto perché noi siamo un tutt’uno col mondo.
Se facciamo rete, allora si costruisce e si cammina insieme.
Con questi strumenti, ci auguriamo di coinvolgere un bel numero di persone e amici che parlino del museo e dei saveriani, siano entusiasti del messaggio universale che condividiamo, coinvolgano tanti altri amici ed enti per valorizzare al meglio le proposte culturali dei saveriani a Parma e non solo.






