Da Laudato si’ a Fratelli Tutti
Caro p. Filippo, nelle “Lettere al direttore” di giugno/luglio scorso ha scritto parole meravigliose sulla Laudato si’, a cinque anni dall’uscita. Ho una domanda. Perché nella Genesi (1,26.28) si dice agli uomini: “andate, dominate, soggiogate la terra”? Per me questa è una bestemmia. Dovevano dire: “abbiate cura del creato”, anche perché, ora che tutto è stato preso alla lettera, il nostro bel pianeta, sta morendo lentamente, a causa dell'uomo che lo distrugge. La Chiesa dovrebbe dire: non è così! Dobbiamo vivere in armonia con la natura, prendere il necessario cercando di tutelare il più possibile l'ambiente, il mare, i fiumi le montagne tutto il creato. Stiamo andando a sbattere verso un punto di non ritorno, poi nessuno si sentirà colpevole di nulla. Questa è la triste realtà... Cesare
Caro Cesare, grazie per questo invito a riflettere. Il tema dell’ecologia è sempre più centrale. Anni fa non c’era questa sensibilità. Chi ama l’umanità difende la casa comune, il creato. E chi ama la natura ha a cuore anche le persone, vivendo la solidarietà, la compassione, la giustizia, combattendo contro il peggior virus, l’indifferenza globalizzata. Circa la sua osservazione, legga la LS dal n. 67 in poi. Oggi, quasi tutti gli esegeti riconoscono che quel “dominate il creato” di Genesi non sia un diritto a distruggere e sfruttare le risorse in modo vorace, come sta facendo la nostra società liberale. Al contrario, dominare significa prendersi cura e proteggere la terra, nostra madre. Siamo “padroni” nel senso di custodi. Dio ci dona la terra e vuole che, tramite noi, sia sempre più bella e difesa. Essa, creata prima di noi, può benissimo vivere senza di noi. Non è vero il contrario! Ci vuole allora un altro modello, un diverso stile di vita, un “uso” dei beni del creato che non lo distrugga (e noi con lui!). La conversione ecologica è quella auspicata anche dal Sinodo dell’Amazzonia. Il primo passo è contemplare la bellezza del creato (che è un dono), per poi scoprire la ricchezza dei fratelli.
Vi invito a leggere un bel libretto scritto da Adriano Sella, “Cambiamenti a km 0 - L’opzione del quotidiano per nuovi stili di vita”, Paoline. Divulghiamo e leggiamo (da soli, in famiglia, formando gruppi) anche l’ultima enciclica, Fratelli tutti (vedi pagina 3), che mette al centro di tutto la fratellanza. Ci dice “come guarire il mondo, riparare la casa comune dai danni umani e ambientali, ridurre le conseguenze della crescente diseguaglianza sociale ed economica” (Stefania Falasca). Riusciremo però a custodire il patrimonio che il Creatore ha messo nelle nostre mani solo come fratelli, vincendo la tentazione di dividersi e di sopraffare l’altro. Solo insieme costruiremo un mondo migliore che dia speranza alle future generazioni. Se lo aspettano da noi, non possiamo deluderle. Pensiamo ai nostri figli, nipoti. Cosa lasciamo loro?







