PELEGRINAGGIO NELLA TERRA DI P. ENRICO DI NICOLO’
PELEGRINAGGIO NELLA TERRA DI P. ENRICO DI NICOLO’
Il 26 settembre alle 18.45, i saveriani di Desio hanno celebrato la messa di suffragio per padre Enrico di Nicolò. Circa 100 persone erano presenti. Nella sua omelia, p. Pietro Rinaldi ha disegnato il ritratto di padre Enrico come un uomo schietto, vero e giusto che sapeva amare Dio e il prossimo.
Una settimana dopo, venerdì 02 ottobre siamo andati a Porto S. Giorgio, dove è deceduto e sepolto p. Enrico Di Nicolò l’11 marzo 2020. Al nostro arrivo alla parrocchia Gesù Redentore – parrocchia di p. Enrico di Nicolò, ci ha accolti don Pietro, parroco. Ci ha guidati alla casa di p. Enrico dove siamo stati attesi dalla Sorella che era alla porta per accoglierci. Ci siamo scambiati due parole, abbiamo visitato la casa e ci siamo dati l’appuntamento di ritrovarci alle 1.00 per la santa Messa.
Nella bellissima cappella della parrocchia, hanno partecipato alla messa presieduta da p. Valeriano – oltre ai sei saveriani – don Gabriele (parroco emerito e figura storica della parrocchia), la signora Alba, sorella di padre Enrico Di Nicolò, alcuni amici di padre Enrico. La messa è stata celebrata in un clima di gratitudine, di commozione per quello che è stato p. Enrico su questa terra.
La sorella Alba, commossa, ci diceva:
“Grazie che siete venuti fino qui per il mio fratello Enrico. È una bella cosa, eccezionale. È stata una gioia immensa. C’erano pochi parenti perché avevano già partecipato alla messa parrocchiale celebrata il 03 luglio scorso.” La signora Alba ha ringraziato i saveriani per le parole che hanno detto sia durante l’omelia che alla fine della messa. Nella sua predica padre Valeriano diceva:
“ Padre Enrico sono venuto, siamo venuti noi tuoi confratelli, qui nella tua amata Porto S. Giorgio. Quante volte mi hai parlato di questa comunità specialmente quando ritornavi a Desio dopo avere trascorso qui giorni sereni in compagnia della tua carissima sorella Alba! Non avremmo mai pensato di venire in questi luoghi a te cari per celebrare questa messa di suffragio. Mi parlavi anche del parroco Don Pietro e ricordo: dicevi che era di origini bresciane, durante lunghi anni professore di filosofia e dopo chiamato ad essere pescatore di uomini. Ricordo che mi hai chiesto di pregare quando sono morti i suoi genitori. Mi parlavi di don Gabriele parroco emerito ma sempre attivo e disponibile nel ministero. E come mi parlavi con gioia dei neocatecumenali che qui hanno il loro centro più importante! Lo ripetevi spesso: se oggi un giovane, un cristiano desidera fare un cammino di fede e approfondirla a quale porta busserà? Solo entrando in un movimento ecclesiale partecipando a riunioni settimanali o alla scuola di comunità aiutato dalla testimonianza di fratelli anziani. Mi dicevi che quando uscivi dal cancello della nostra casa per andare in parrocchia ti sentivi come un’altra persona. Le confessioni e gli ammalati erano quasi il tuo pane quotidiano. Ancora oggi quando vado in cappella verso le 15.30-16.00 per pregare il vespero mi sembra di vederti: aprivi il tabernacolo, mettevi nella teca il corpo di Cristo per portare il conforto della tua parola e l’Eucaristia al fratello/sorella infermo. Quante volte, ricordi? Abbiamo parlato di problemi di pastorale, di storia della Chiesa, di arte… e anche negli incontri comunitari le tue considerazioni rivelavano la tua levatura. Sì, anche nell’amicizia eri molto riservato ed essenziale. Ci ha rammaricato, rattristato una cosa: la tua morte nella solitudine. Forse era questo che volevi: che nessuno vedesse e se ne accorgesse. Ma noi avremmo desiderato esserti vicino! Permetti che concluda con le parole dette e scritte da don Luigi tuo parroco a Nova Milanese: ‘padre Enrico molto colto, semplice, umile prete del vangelo’. Vivi nella gloria di Dio, p. Enrico. Così sia.”
Alla fine della messa prendendo la parola descrivevo padre Enrico con tre immagini : Padre Enrico biblioteca. Padre Enrico scrigno di perle preziose. Padre Enrico fiore profumato. Biblioteca. In Africa si afferma con forza: “ Quando muore un anziano, è la biblioteca che si brucia”. Padre Enrico era una biblioteca vivente. Quando abbiamo visto la sua biblioteca, ho capito da dove veniva quella conoscenza universale. Più di mille libri. La sua non era solo conoscenza. Era anche sapienza. Scrigno di perle preziose. Nella sua semplicità, p. Enrico aveva sempre una parola di conforto, di chiarezza, uno sguardo che riposizionava, un pensiero che toglieva le nubi mentali e spirituali. Capiva la sofferenza degli altri. Dai suoi occhi riecheggiavano le parole del mons. Christoph Munzihirwa: “Ci sono cose che non si possono vedere bene se non con occhi che hanno pianto, con occhi che , prendendo la distanza dalle passioni umane, sperano nella verità.” Fiore profumato. Era bello stare con padre Enrico, parlare con lui, affrontare argomenti, esprimere opinioni diverse. La sua presenza era attrattiva verso Gesù Cristo, verso l’interiorità, all’essenziale. Triplice grazie per la vita di padre Enrico spesa nell’annuncio del Vangelo. Grazie a Dio per averlo dato. Grazie ai suoi genitori e familiari perché sono diventati nostri genitori e nostri familiari e amici. Grazie alla comunità Beata Vergine Assunta in Nova Milanese che l’ha amato profondamente.
Dopo la messa ci siamo recati al cimitero, dov’è sepolto Enrico Di Nicolò. Dopo una breve preghiera conclusa con la Salve Regina, ci siamo salutati.
Emmanuel Adili Mwassa,sx.
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






