Il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico

Il Museo d’arte Cinese ed Etnografico venne istituito nel 1901 per volontà di San Guido Maria Conforti, fondatore dei Missionari Saveriani e vescovo di Parma. Egli ricevette in dono dal Senatore Lampertico un vaso di porcellana, proveniente dalla Cina, che fece nascere in lui la volontà di mostrare al mondo la bellezza delle culture con cui i Saveriani entravano in contatto.
Da quel primo dono l’opera di invio dei manufatti etnografici provenienti da tutto il mondo, non si è mai arrestata e ha portato a un naturale ampliamento del Museo. Così, dall’originaria sala posta al primo piano della Casa Madre, si è reso necessario un’importante intervento di ristrutturazione che, conclusosi nel 2012, ha portato all’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo moderno e più consono ad accogliere i visitatori.
Dal 2018 si è intrapreso anche un grande percorso di valorizzazione per coinvolgere un largo pubblico in iniziative di diversa natura, con l’obbiettivo di favorire la fratellanza tra i popoli attraverso la conoscenza di culture extraeuropee.
Ogni anno vengono organizzate mostre temporanee interculturali che celebrano un argomento comune, medianti le opere provenienti dai diversi Paesi, al fine di mostrare la ricchezza che si cela nella diversità.

L’attività didattica-educativa si completa di visite guidate e laboratori creati da un’équipe specializzata, per rispondere al meglio alle esigenze di tutte le scuole dall’infanzia alle Università ed Accademie. Inoltre sono stati implementati i contenuti online attraverso rassegne culturali che permettono di raggiungere un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.
Il Museo è diventato anche un bacino di periodici eventi culturali di musica, lettura, teatro oltre che serate conviviali con l'obiettivo di diffondere l’amore per i popoli e potenziare il network con altre istituzioni culturali.
In origine fu la Cina, prima meta dei Missionari Saveriani, ma dalla metà del XX secolo l’opera Saveriana si diffuse nel resto del mondo e ciò comportò la nascita di nuove collezioni di opere provenienti dall’Africa e dall’America Latina, ma non solo, rendendo il Museo uno scrigno di tesori della mondialità.
I reperti più eccellenti provengono dalla Cina e possono essere suddivisi tra ceramiche, bronzi, opere etnografiche e di arti minori. Attraverso una passeggiata nel nostro Museo, è così possibile ripercorrere secoli interi di un’arte tanto complessa quanto preziosa.
Dall’Africa provengono invece le opere etnografiche quantitativamente più significative, l’arte africana, misteriosa ed affascinante è rappresentata soprattutto da maschere, feticci, amuleti ed insegne del potere. La collezione del Museo particolarmente ricca di pezzi del Congo Orientale, vuole offrire lo spaccato di una società che percepisce il sacro, il mistero delle forze della natura, il senso di una vita comunitaria e solidale.
La collezione più recente viene dall’America Latina ed è dovuta alla passione di Padre Renato Trevisan che, grazie a 15 anni trascorsi in Amazzonia, ha portato in Italia oggetti significativi della cultura Kayapò come gli spettacolari ornamenti di piume, gli oggetti di artigianato e l’intangibile significato della pittura corporale. L’intera collezione è costituita da un migliaio di pezzi che fanno del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, l’istituzione europea più ricca di manufatti di questo popolo.
Senza dimenticare i manufatti provenienti dal Giappone, Tibet, Messico e da molte altre parti del mondo.
