LA MITICA PARTITA APOSTOLINI E SQUADRA GIOVANILE DEL MACOMER
- tanti ricordi degli anni belli trascorsi a Macomer mi viene in mente un fatto che cito spesso per dimostrare quanto l’educazione dei Saveriani fosse importante per noi.
Nei primi anni sessanta si giocavano le partite di calcio sullo sterrato con buche, massi enormi ai lati e erbacce.
Nonostante il campo improvvisato le partite erano sentite e combattute con il sole, la pioggia e anche la neve.
Forse nel 1963/4 grazie a un cantiere comunale e alla collaborazione degli apostolini e in particolare a padre Guerrini che teneva i contatti con il comune, dirigeva il cantiere e lavorava duramente fu realizzato un campo sportivo regolamentare in terra battuta, rifinito con materiale sabbioso.
La squadra del Macomer allora era tra le più importanti, non ricordo bene forse in promozione o in serie D e giocava nel nostro campo, volle incontrare la nostra squadra composta da apostolini di quarta e quinta ginnasio, io ero mediano destro, non sono mai stato un grande giocatore, ricordo che portiere era uno di Guspini piccolo ma scattante come un gatto. Arrivò la sera del sabato stabilito per la partita; i giovani giocatori del Macomer erano diciottenni e più, allenati, ben attrezzati scarpette in cuoio, con tacchetti e pantaloncini e magliette della squadra, noi avevamo solo le magliette uguali, i pantaloni erano i soliti di tutti i giorni, le scarpe erano per lo più scarpe da ginnastica di allora fatte di tela e gomma, solo alcuni avevano scarpette regolamentari.
Iniziò la partita, noi ordinati e attenti, diciamo che eravamo in soggezione nei confronti della squadra del Macomer, in pochi minuti subimmo un goal, i giocatori del Macomer fecero festa, abbracci sorrisi, complimentandosi tra loro, il pubblico in favore loro applaudì a lungo.
Noi tornammo al posto senza parlare, posizionandoci come previsto. Con una fulminea azione un nostro terzino Peppe Calvisi segnò: 1 a 1 . Nessuno di noi festeggiò, ma in ordine tornammo al proprio posto nel ruolo assegnato come militari, un’altra azione ben organizzata ci portò in vantaggio 2 a1 ugualmente nessuno di noi saltò di gioia, non ci furono abbracci né baci, tutti tornarono al proprio posto.
Il Macomer iniziò a spazientirsi e attaccò con molto vigore, ma per quanto provassero le azioni si fermavano prima dell’area di rigore.
Seguirono le reti degli apostolini 3 a 1, 4° 1, il pubblico infastidito, per rincuorare la propria squadra fischiava tutte le nostre azioni, imprecando contro i saveriani, ma arrivò il 5 a1, 6 a1 e infine 7 a 1. La squadra del Macomer era in tilt e il pubblico applaudì a lungo la squadra degli apostolini e fischiò la propria squadra. L’autocontrollo, la disciplina che in quella scuola veniva impartita aveva dato i suoi frutti e li avrebbe dati a tutti i ragazzi che pur non diventando missionari avrebbero nella vita portato con se l’educazione impartita dai Saveriani.
Buona giornata
Elia Pili via Volturno 15 Cagliari







